PARTE II. 307
La donna darà legge? avrà la brigliaD' ogni governo in mano ? Oggi si mangiaIn Belveder , diman si cena in casa,
Ove si vegghierà colle compagne.
Fatto il comandamento, ecco la casaTutta in scompiglio; speuditori attorno,
Coehi in faccende , zuccheri, vivande ,
Spese da nozze ; e non si tosto tolteFien le tovaglie , che portar vedransiPer entro tazze d’or carte Francesi ;
Quivi fansi larghissime primiere,
Resti di doble. Ora die’ io , se vivoPer Italia Democrito n’ andasse ,Spalancherebbe la gran bocca in risi ?
0 la si chiuderebbe? È da pensarsi,
Ch’ ei fosse muto , rimirando avereI cotanto prudenti ItalianiMeslier di tanto elleboro ? Confesso ,
Che a diritta ragione ei riderebbe.
Rida per tanto , io d’ altra parte ammiro ,
Che menando la vita a lor talentoInfra cotanta copia di tesori,
In mezzo delle pompe e de’ sollazziL’ onestà femminil stia salda in piede.
Gloria grande all’Italiche donzelle,
Che Amor non ne trionfi , e che non aggiaArme contra i lor petti adamantini,
Ghe sua face si spegna, e si rintuzziS n * pià forte strai di sua faretra.