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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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RIME DEL" CllIABRERA.

*

XVI.

AL Serenissimo Gran Duca di ToscanaFerdinando 11. ^ il

Ornai non lungo è la stagion, che scioltoSarà tuo braccio a maneggiar lo scettro ,Per cui t elesse il gran P»ettor del Cielo ;Scettro non punto vii , ma che ti donaIl pieno arbitrio subei campi dArno ,

E che fa tua fedel lalma Firenze .

Nobil paese , ove Nemea non nudreFolti boschi al ruggir daspri Leoni,

Ove speco di Lerna in sen non chiudeLe leste d Idra inlisicate , ed oveNon sgomenta co 1 mostri alla chimera ;

Ma per aperte piagge i solchi iudoraCerere bionda; ma sucolli apriciCoce ridendo Bacco auree vendemmie,

E Minerva gli ulivi , c d ogn intorno1 cari pregi suoi spande Pomona.

Febo indarno, e non indarno Marte Va chiamando seguaci. Armate prorePortano in Libia cavalier crociatiAll orgoglio domar dernpj Iman ni ,

E lungo lArno , come neve alpinaCandidissimi Cigni alzano note,

Che dalle Muse so.u dettale in Pindo ,Sposaudo al canto le Castalie cetre.

Altero regno , e da bramarsi. 0 chiaroAstro dItalia , e per le sue sperauzeDegi'au Medici nostri inclito germe.

Ma classi a te, perchè pungendo il bancoDi Turco palafreu cacci il Cinghiale?