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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PATITE II,

0 f animai delle ramose corna?

O perchè, sciolto il ghermitor Falcone,Per li campi dell' aria armi gli artigliContro lAcceggia? non si.per certo, tu tei credi : tu seguendo T ormeDe più famosi, con guerriere insegneDevi forte atterrar nemici assalti;

E con fermo tenor d aurei costumiCrescer ghirlande a tua città. Nou sorgaSevero senno, ed il mio dir corregga ,Come ardito soverchio : io non stranieroPongo oggi il piè nella tua nobil Reggia.Già trenta volte il Sol rivolto ha launo ,Da che le logge io passeggiai di Pitti:Quivi mirommi Ferdinando, alloraChei diè lalta Nipote al Re Francese;

E quivi Cosmo rimirommi, quandoVenne 1 eccelsa Donna , onor deUAustriaA lieto farlo di mirabil prole ;

quivi disdegnò sentir miei carmi ,

Che ornavano limprese , onde sadornaLivorno , i presi, e di catena avvintiLadroni, orror de' Cristian nocchieri.

Ah Cosmo, ove sei gito? ove soggiorni?Innaspando tuo stame a mezzo il corsoAtropo si stancò; dunque lampeggiaSul bel cerchio di latte infra gli Eroi.

I*? col tuo successor farò parole :signor , cui vera fede e vero amore/ Sro° ao a ver 8 f,r quest urail foglie.Che il forte Alcide in Gerion spegnesse

x. r e V* atC . * a . '* ta e c ^ e * scoppiasseIl fighuol della terra , e eh ei traesseCerbero fuor delle Tenarie foci ,

Non si dee creder no; creder si dee,