PATITE II,
0 f animai delle ramose corna?
O perchè, sciolto il ghermitor Falcone,Per li campi dell' aria armi gli artigliContro l’Acceggia? non si dà.per certo,Nè tu tei credi : tu seguendo T ormeDe’ più famosi, con guerriere insegneDevi forte atterrar nemici assalti;
E con fermo tenor d’ aurei costumiCrescer ghirlande a tua città. Nou sorgaSevero senno, ed il mio dir corregga ,Come ardito soverchio : io non stranieroPongo oggi il piè nella tua nobil Reggia.Già trenta volte il Sol rivolto ha l’auno ,Da che le logge io passeggiai di Pitti:Quivi mirommi Ferdinando, alloraCh’ei diè l’alta Nipote al Re Francese;
E quivi Cosmo rimirommi, quandoVenne 1’ eccelsa Donna , onor deU’AustriaA lieto farlo di mirabil prole ;
Nò quivi disdegnò sentir miei carmi ,
Che ornavano l’imprese , onde s’adornaLivorno , i presi, e di catena avvintiLadroni, orror de' Cristian nocchieri.
Ah Cosmo, ove sei gito? ove soggiorni?Innaspando tuo stame a mezzo il corsoAtropo si stancò; dunque lampeggiaSul bel cerchio di latte infra gli Eroi.
I*? col tuo successor farò parole :signor , cui vera fede e vero amore/ S ‘ro° ao a ver 8 f,r quest’ urail foglie.Che il forte Alcide in Gerion spegnesse
x. r e V* atC . * a . '* ta ’ e c ^’ e * scoppiasseIl fighuol della terra , e eh’ ei traesseCerbero fuor delle Tenarie foci ,
Non si dee creder no; creder si dee,