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PARTE TI. 3i 7
Tutti torniamo alla gran madre antica.
Gaddi , non dirò più , giusto disdegnoForse mi tirerebbe a porre in cartaAltro che ciauce : lo ti saluto , e quandoPer l’ora fresca tu passeggi a’mariniSalutami gli Amici, e statti a Dio .
XXI.
Al sig. Alessandro Pozzobonellì.
Dall’Ariete ornai prende commiatoFebo , e da presso ode mugghiar quel Toro ,Che hanno i saggi riposto infra le stelle.Struggonsi i ghiacci, e si disvela il cieloA’ sospiri di zefiro soavi,
K per li canapi se ne va succintaIn verdissima gonna ogni INapea.
Tritou bandisce ne i INettunii RegniStabile calma , onde si cinge Dori Di perle il collo, ed alle rote aggiungeGalatea , quasi nuda, i suoi delfini,
E però sarpa ogni nocchier : chi dunqueMi serra in Porto ? E dispiegar mi vietaSu negra nave le velale antenne ?
E mi contende il desiato aspettoDel Tebro antico , e rimirare AmiciCari cotanto ? Oh si rinchiuda in fondoDegli atri abissi ogni sanguigna insegnaDel fiero Marte , e nel profondo InternoRimbombi il suon delle funeste trombe :
Quale sciocchezza ? e qual furore ? IncontraFarsi alla morte , e disnudare il colloAlle percosse dell’ odiata falce ?
Ah che par troppo ella per se avventa.