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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE TI. 3i 7

Tutti torniamo alla gran madre antica.

Gaddi , non dirò più , giusto disdegnoForse mi tirerebbe a porre in cartaAltro che ciauce : lo ti saluto , e quandoPer lora fresca tu passeggi amariniSalutami gli Amici, e statti a Dio .

XXI.

Al sig. Alessandro Pozzobonellì.

DallAriete ornai prende commiatoFebo , e da presso ode mugghiar quel Toro ,Che hanno i saggi riposto infra le stelle.Struggonsi i ghiacci, e si disvela il cieloA sospiri di zefiro soavi,

K per li canapi se ne va succintaIn verdissima gonna ogni INapea.

Tritou bandisce ne i INettunii RegniStabile calma , onde si cinge Dori Di perle il collo, ed alle rote aggiungeGalatea , quasi nuda, i suoi delfini,

E però sarpa ogni nocchier : chi dunqueMi serra in Porto ? E dispiegar mi vietaSu negra nave le velale antenne ?

E mi contende il desiato aspettoDel Tebro antico , e rimirare AmiciCari cotanto ? Oh si rinchiuda in fondoDegli atri abissi ogni sanguigna insegnaDel fiero Marte , e nel profondo InternoRimbombi il suon delle funeste trombe :

Quale sciocchezza ? e qual furore ? IncontraFarsi alla morte , e disnudare il colloAlle percosse dell odiata falce ?

Ah che par troppo ella per se avventa.