33o RIME DEL ClIIABRERA.
De’gran cimieri , e con stridente limaFisi pulir di Damaschina lama ;
Tiensi ogni cosa a vii, solo s’ apprezzaSolfo e salnitro , che da cavi bronziFulmini in guerra formidabil tuono :Stagione afflitta ! vecchiarelle a schiereFanno ognor pissi pissi, ed a man giunteGià non le stanca un dir di Pater nostri,Ed ogni Donna sa docciar le labbraDivotamente, e colai Santo invoca ,
Di cui tra danze non sapeva il nome.
Ma le barbe canute in sulla pancaSiedono a scranna esaminando l’opreDell’eccelse corone: alto consiglioDe i Grandi dell’Esperia! Inclito avvisoDe'Marescialli ! ecco l’Europa appesaAd un filo di refe: ah cani, ah lupiPer loro in oro mesceransi i viniPiù cari a Bacco, e coceransi a focoMisurato Fagiani, e Coturnici,
E si faranno il gorgozzul bealo ,
Sguazzando a mensa , il Villanello intantoFurar vedrassi i seminati solchi ?
Sforzeransi le donne , e fra’ tributiSpetfacol fia la nobiltà pelata,
Già lampeggiaute di ricami e d’ ostro ?
Per colai guisa io ben sovente ascoltoParlamentar ; ina non ascolto fiatoPur d’ una bocca , ed affermar che in terraSu’ decreti celesti è sparso obblio,
Che scacciata da noi sen vola AstreaVerso le stelle, e che Avarizia spiegaAmpie le reti, e che dall’arco scoccaPur sempre Amor le sue saette indegne,
Ed arde i cor d’ abbominevol fiamma :