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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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344 rime DEL Chiabrera.

Vermiglia il volto , alabastrini* il seno,Spargendo d' ogn intorno auree Sabee,Piena di lampi il guardo ella sen venne.

Per cotanta beltà ciascun fu presoDi meraviglia, e lagitato sposoOra fassi di neve, ora di foco,

E dall aperte labbra a pena spandeUn mormorio; che la favella intieraInterrotta fra denti si disperse :

Ciascun dolce ne rise ; onde giocondaLa gran donna del Mar ciascuno addusse >E sedere all adornate mense :

Poi che d alme vivande ebber dilettoPreso a bastanza , e con nettarei sorsiColmato il cor dincomparabil gioja ,

Tutta lieta Giunon volgendo il guardoincominciò: non è ragion, ehindarnoIo sia stata presente atuoi conforti ,Leggiadra Ninfa ; anzi veglio io che duriTcco dellamor mio lunga memoria ;

Però non mai per le marine piaggeTi farai rimirar, chel mio gran RegnoNon sia tranquillo ; io così giuro, e sempreNel Mondo il mireran gli occhi mortali.

Al dolce suono de Giunonj deltiSorse de fieri venti il buon tiranno,

E prese a dire: O dell instabile ondaAd ogni voglia tua moderatrice,

Per onorar la tua grandezza io scelsiEra tutti i miei fedeli il più gentile,

E lo fei sposo alla tua Ninfa ; or odiCiò che per suo conforto io qui prometto :Non vo che del mio Regno egli trascorra ,Soffiando intorno , se non pochi giorniDell anno dolce, e più fiorito : e voglio,