373 RIME DEL ChIABRERA.
Saldo dispregiator di mia pietateCon la giustizia si corregga ; Lo sceltoPer leale ministro a dargli morteForesto illustre regnator d’Ateste,
Nipote d’avi che in seguir virtuteDiedero a lui ben manifesto esempio,
Ed egli è tal che sferzerà ben forteA gloria procacciar figli e nipoti ;
Ma di presente non bastante all’armeTra fasce e piaghe ha per albergo il letto ;Tu movi e porla a lui salute e forzaDa reggere armi : più non giunse , e tacqueLa sempre invitta ed eternai possanza :
Allor per tutto il cielo arse di lampiNova chiarezza , e le falangi eccelseDell’ esercito eterno alzaro noteCantando del gran Dio le glorie immense :Ma lascia Pietro de’supremi campiLa non per or da misurarsi ampiezza,
E prende il volo suo verso OlienteNel basso mondo : ei rassembrava stellaChe d’oro striscia per seren notturno;
Nè si posò che nei mirabile orto ,
Onde mal saggio diseacciossi AdamoDentro Don lesse; ivi per aria lieta,
Che non sa d’aqudon soffrire oltraggioSorgono piaute , a cui non lascia AprileUnqna di frondi vedovarsi i rami,
E s’allegrava tutto il suol de’fiori,
Quanti ue soglia disiar lo sguardoPer suo conforto , infra cotauti un soloNe colse Pietro; ed era il fior contentoPur di tre foglie, una verdeggia, l’altraEra qual pura neve, e qual piropoSplendea la terza sfavillando in ostro :