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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II.

Versando sangue funeslavi i campi ;

E come avvien , che divenendo saziaDi specchiarsi nel Sol volgesi a terraAquila altiera ; e tra belle erbe , e giunchiVede stagnarsi un pelaghello ; quiviLieta coi largo piè voga per F ondeL oca ciancierà , e vezzeggiando pompaDanno del lungo collo i gru dipinti,

E nel cristallo van tergendo F ali^ cigni cari dAmatuuta al nume :

Ma vago di ghermir scendendo a piomboL augel di Giove col vigor del rostrosparnazza gl' infelici ; allor per F auraDolaxio penne dissipale , e F ondaLei piccoletlo mar torna sanguigna ;

Tale era quivi a rimirar fra F armiLodeon della magion dAleste;

V u,, ici jn mirar la miserabii stragelauto di rabbia in petto Aitila colse ,

Che 1 orseuuava : ei mise J'ali al piedeLer tosto guerreggiar F aspro nemico :Mosse; ma lasso lui, che di sua vitaLestremo {il gomitolava doto:jf°sto , di ei fu da presso alza la destraC°1 ferro micidial verso la fronte» ante, odiala , e fa volar in sebeggie^ oro dellelmo, ma rimase esposto£ destro fianco all iuimico, ed egli£° s Piuge dell acciar F aspra acutezza ,j.. s Pezza F osso , e trova il core , ed apredi sangue , che la sabbia inonda .*p USCi * il inanno , e fa sonar F arenaq r Ja percossa ; ei scosse poco il piede ,jv t >e gielo il doma , ed un negror coperseinamente la reai palpebra :