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PREFAZIONE
DI
FRANCESCO TIBALDI
ALIA PRIMA EDIZIONE
DI QUEST’ OPERA.
Egli suole assai spesso intervenire, lettorcortese, che alcuni metlansi a leggere un li-bro, e non sapendo quello che da esso aspet-tar debbano , aspettin tutt’ altro da quello chepoi ritrovano ; di che condannano il librostesso, e se ne dolgono; nè avvertono che illibro non è mancato forse all' intendimentoper cui fu scrìtto, ma solo a quello per cuiessi lo hanno letto. Di che la colpa è benespesso degli autori, i quali dovrebbono nelprincipio delle loro opere dichiarare e metterbene dinanzi agli occhi quello che in esseaspettar debbasi, e non permettere che glialtri le leggessero a caso, e si trovassero fi-nalmente del loro studio e della lor faticaln gannati. Il perchè avendo io diliberato di