312 DELLA FORZA de’CORPI
E cerio se noi non intendiamo, per qual ra-gione et in che modo una potenza dispostaa fare un’azion sola, subito si rivolga a farnedue, in che consiste il risolversi, ciò provienedal non saper noi clic cosa sieno le potenzein lor medesime, nè come agiscano, nè qualiinstituti e costumi abbiano. JNe potrà filosofoalcuno, ch’io sappia, sfuggire una tale oscu-rità; nè la sfugge, a mio giudichi, il PadreRiccati stesso ; il quale risolve pure l’azionedella potenza AB nell’azione che move il corpoper la diagonale, e nella pressione per cuicontrasta con la potenza AC; e similmenterisolve l’azione della potenza AC; nè so sequesta risoluzione si renda più chiara col direche quella pressione non ha nome azione. Serimangonsi dunque nella oscurità i meccanici,volendo spiegare la composizione del moto,ciò è perchè non ne veggono le cause e iprincipj ultimi, non perchè levili per essaquell’uguaglianza che richieggono i metafisi-ci, ai quali ottimamente soddisfanno, non po-tendo però soddisfare a se medesimi. Credetevoi, disse quivi la signora Principessa, chesieno mai per soddisfarsi e conoscere una voltacotesti principj ultimi ? Io non so, dissi, quelloche prometter mi debba dei meccanici. Farmibene che o niuno, il che è più da credere, gliconoscerà, o gli conosceranno forse una voltai metafisici, ai quali soli è dato di contemplar lecose superiori alla materia. E vi par egli ? disseallora la signora Principessa, che quella virtùche move i corpi, sia tanto superiore allamateria , che non possa;)o sperar di conoscerla