deixe idee 353
antecedente di un altro, e così per una lungaserie di sillogismi dalia prima conchiusione sive uga alla seconda, e dalla seconda alla terza ;e così di mano in mano , bisognerà, secondola detta opinione, che la certezza in tuttequeste conchiusioni si vada sempre egualmentesminuendo, e dopo una serie di non so quantisillogismi arrivi finalmente a disperdersi deltutto e ad esser nulla. Nè potran gli uomini,nè i geometri pure produr molto in lungo leloro argomentazioni senza un gran timore diperdere per questo stesso ogni certezza.
Ma se noi considereremo la natura della elet-tricità-, da cui dipende tutta la forza del sil-logismo , facilmente ci spediremo da una talquistione. Imperocché noi veggiamo 1’ elettri-cità essere di tal fitta , che quando un corpola comunica, o più tosto Teccita in un altro,ella non è nien grande, nè meno efficace inquesto che in quello. Lo stesso dee credersiche avvenga ne ile idee. E così quando nelledue proposizioni antecedenti del sillogismo unaterza idea attrae a se le altre due, e le elet-trizza , queste due elettrizzate acquistano un’ e-gual forza , e non meno si attraggon tra lorodi quel che fossero attratte da quella terza. Equindi è, che la conchiusione non è men certadelle due antecedenti- e se passando da que-sta conchiusione ad un’ altra, e quindi ad un 1 al-tra , ne tesseremo una catena lunga a pia-cer nostro, la stessa elettricità ci accompa-gnerà per tutto e la stessa certezza. Possondunque animosamente procedere i geometriquanto vogliono per quei lunghissimi spazj
Zanotti P. M. Voi. II. a3