Band 
Volume II.
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larsi piacere, credio, a qualunque secolo an-che Aristotele . Sebbene il sig. Zanotti, espo-nendo la filosofia di questo granduomo, noncosì a lui si obbliga e stringe, che non seue allontani anche talvolta ? ricordandosi diPlatone ; della cui filosofia par tanto vago,che direste aver lui seguito Aristotele mal-volentieri. La seconda cagione per cui forseil libro è stato cortesemente ricevuto , si èquella grazia e leggiadria di stile che il si-gnor Cardinal Querini vi riconobbe, e con-tesso di essere da essa stato preso. E parein verità che il sig. Zanotti abbia volutotrarre la filosofia morale dei Peripatetici dalleimmondezze del dire scolastico, adomandoladi parole scelte e risplendenti, e con vago enaturale ordine collocate, e spargendola disentenze quando graziose et urbane , e quandogravi e magnifiche, senza lasciar niuno diquegli ornamenti che possono ad una sommachiarezza e semplicità e brevità esser con-giunti. E che il sig. Zanotti abbia voluto ciò,o almeno desiderato, non par da metter indubbio. Se poi rabbia conseguito, a me nonistà di giudicarlo. Io me ne rimetterò ad unvalentissimo uomo, e pet le opere da lui datein luce chiarissimo, professore delle più altescienze in Torino , e maestro di quel ReaiPrincipe. Egli e il Padre Giacinto GerdilBarnabita, uomo ornatissimo, il quale, comeognun sa, scrive nella nostra volgar lin-gua , come nella franzese, con tanta proprietàe grazia, che par così luna essergli naturalecome laltra. Io dunque so, che egli scrivendo