Band 
Volume II.
Seite
485
JPEG-Download
 

Mute terza

485

» CAP. XI.

Della gentilezza.

È anche unaltra virtù lodare et approvarei detti e le azioni altrui, purché si faccia abuon fine, e convenientemente e secondo ra-gione. La qual virtù se noi chiameremo gen-tilezza, non credo che molto ci allontaneremodal parlar popolare.

Un estremo di questa virili consiste nellodar troppo, e quando e come, e per quelfine che non conviene. Nel che mancano gliadulatori, che per fin di guadagno, o perrendersi aggradevoli , lodano eziandio le coseche son da biasimarsi. E cadono in questoestremo ancor quelli i quali lodano le qua-lità buone che ha un vizioso, conoscendo peValtro che quella lode nutre e fomenta la mal-vagità ; come colui, che parlando con lomi-cida, si estende a lodarne et esaltarne lac-cortezza, lingegno, lardire, nulla riprendendolomicidio stesso; poiché lomicida, contentodi quelle lodi, meno pensa ad emendarsi; equesti peccano nella gentilezza, perchè lodanoquando e come non conviene. E similmentefanno quelli, che udendo alcuna malvagità ,o vedendola, non la voglion riprendere, quan-tunque possano, e si tacciono; i quali nonvogliono ' dispiacere a i cattivi , credonodi peccare , perchè peccali tacendo. io sose più nuocciano al buon costume questi cor-tesi che non disapprovano mai ninna cosa ,9 quei fastidiosi che le disapprovano tutte.