PARTE quarta 5 og
cioè in quella per cui si cerca se l 1 azioneconvenga o no , e in quella per cui si cercaqual debba esser la forma della cosa che vuolfarsi.
Potendo dunque amendue queste parti per-fezionarsi con l 1 uso , acquistando facilita , pron-tezza ; abito di esercitarle rettamente e comeconviene , per ciò potranno esser due abiti,l'un de’quali perfezioni la prima delle soprad-dette due parti, f altro l’altra 3 e saranno duevirtù della facoltà Consultativa. Aristotele chiamòla prima (ppóv^mcr , noi la chiameremo pru-denza 3 la seconda vé^vri , noi la diremo arte.
Nascono dunque dalle sopradette divisioniquattro virtù intellettuali, cioè F intelletto ,che è un abito di conoscere speditamente econ chiarezza i principii ; la scienza, che eun abito di dedurre speditamente e con evi-denza le conseguenze da i lor principii 3 laprudenza, che è un abito di conoscer bene eprestamente quali azioni si convenga di faree quai no ; e 1’ arte , che è un abito di co-noscer bene e rettamente tutto ciò che si ri-cerca alla perfetta forma dell’ opera che uno fa.
Ora benché questa divisione paia compren-dere tutte quante le virtù che appartengonoall 1 intelletto , e possa per ciò alcun filosofoesserne contento, non lo fu però Aristotele 3il quale oltre ■ alle quattro virtù sopraddette }sene formò una quinta, che a lui parve piùbella e più gentile e più nobile di tutte F al-tre ; e la chiamò trofia, , noi diremo sapienza.Ma egli la spiegò tanto oscuramente , e cosìla tenne nascosa, che parve esserne geloso.