f>4a FILOSOFIA MORALE
hanno l’animo grande e signorile 5 al contra-rio i vili e gli abietti non sogiion essere di-sdegnosi, servendo anche molto allo sdegnol’opinione che uno ha del proprio merito,onde soffre malvolentieri che un indegno sigoda quella fortuna che a lui converrebbe ; etale opinione è propria del magnanimo , noqdel vile.
Quantunque lo sdegnoso meriti laude, in-quanto ama la virtù, più però, a mio giudi-ciò , ne meriterebbe se sapesse amarla senzasdegno ; il che farebbe se imparasse dalla virtùmedesima, quanto poco conto far si debbadelle dignità e de gli onori, e de gli altribeni della fortuna ; i quali se egli stimassepoco , non gli darebbe fastidio che toccasse-ro, come quasi sempre avviene, a i malvagi;ma egli mostra stimargli troppo, avendonegelosia; e fa come gli Stoici, i quali sprez-zavano la sanità, le ricchezze, gli onori, nonavendogli per beni, ma voleati però che niunogli possedesse se non il virtuoso, con chemostravano pur di stimargli.
Allo sdegno opponsi una disposizion d’aui-uo, alla quale non saprei che nome imporre;ma comunque si nomini, consiste in questo,che l’uomo non senta rincrescimento niunodi vedere esaltato il vizio e oppressa la virtù.E una tal disposizione è molto vicina allamalvagità ; perchè colui cui non dispiace divedere la virtù oppressa, si indurrà di leggeria opprimerla egli, nè curerà molto di esserevirtuoso. È dunque assai vicino ad esser mal-vagio colui che non è punto sdegnoso.