544 FILOSOFIA MOLALE
che anzi ciò avvien di rado ; perchè in al-cune amicizie, come vedremo appresso, lamanifestazione si fa dalla natura istessa, odalle leggi, senza che l’uomo vi abbia parte ;oltre che sempre più vagliono le azioni chele parole. La benevolenza poi manifestata in-duce, in quelli che la manifestano, un certoobbligo di conservarla per Y avvenire ; perchècolui che vuol bene oggi, dee avere in animodi voler bene ancor domane ; altrimenti nonvorrebbe bene nè meno oggi ; e se ha taleanimo, dee conservarlo, ciò richiedendosi allafedeltà e alla costanza.
Non è poi da dubitare che la benevolenzanon induca l’uomo a esercitare gli ulhcii del-l’amicizia ; imperocché chi vuole il bene diun altro (in che è postala benevolenza ), loprocura anche in tutti i modi ; e questi sonogli uflicii dell’ amicizia.
Spiegata così la natura dell’ amicizia, facil-mente si intende, niuna società dover esseretra gli uomini, o instituita dalla natura, ointrodotta da gii uomini istessi, a cui noncorrisponda una certa manièra di amicizia ;imperocché qual società esser può in cui nonricerchisi che 1’ uno voglia un certo bene del-l’altro ? E questa benevolenza si tiene permanifesta, essendo manifesto il genere dellasocietà che vi ci obbliga. Quando il compra-tore si conviene col mercante, nasce tra lorouna certa specie di società, e quindi una certaforma di amicizia, per cui l’uno dee volereun certo bene dell’altro; poiché il compratoredee volere che il mercante abbia il danaro di