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29 — * di co'wi'bi Ferire 0 simili . Fr. Giord. sso* Così il demoniotutto dì pugne a coltello i peccatori. (V)
3 0 — di , nelle denominazioni di porle di cittit , di ponti , e simiglievolicose. Uvee. g. g. n. g. AI quale Salamone nuli’ altro rispose, se non :va al ponte all’oca. E g.8.n,$ t Infìno alla porta a San Gallo il ven-nero lapidando. Ed appresso'. ne venne a casa sua, la quale era vi-eino al canto alla macina. G io. Fili. (copia SperoniJ Ando a Padova e assalì la porta del borgo a Ognissanti . Fase. Com.i. n.g. E di poirasente la riva d'Arno se ne veniva alla porta alla giustizia, e quindilungo le mura tirando, alla porta alla croce se ne andava ec. (V)
3 1 — di, congiunto a persona in significato di dominio o stanza , ondealtri ha titolo. Bove. g. 8. n. g. Erano allora per quella contrada fos-se, nelle quali i lavoratori dì que’campi facevan votare la Contessa aCivill.ui, per ingrassare i campi loro (jfersonaggio finto e da beffe.) (V)
S2 — * Riceve il dì fra esso e il nome. Fase. Gelos. 4 • 10. Io non sonousa molto bene a ili queste nottolafc. (V)
33 — * Per Dinanzi. Cecch. Stiav. 1. 5 . Non è sì magro cavallo che allabinda non vigni un tratto. (V)
3 .j — dopo, avv. di luogo. Fat. ad. Bocc. nov. 43 . ig. I pastori dissero,clic ivi torse a tre miglia era un castello.
35 — dopo , coll'avv. di tempo avanti} come: ivi a pochi di. Fat paucispost diebus. Bocc . nov, 33 . g. Ivi a pochi giorni si trovò colla Ninelta.
2 — [ Anche senza V avv.] Buon. rim. 2g. Ch’uom ben vissuto amorte in ciel s'annidi. » F . S. Frane • 214 Onde seguì a poco tem-po che il predetto fiate non resse all’ Ordine. (V)
3 — Così diciamo: oggi a otto, domani a ottoj cioè. Otto dì do-po domane , o dopo oggi. LaU octo post diebus.
36 — Per in , [denotando moltitudine o compagnia .] Bocc. g. 7. p. 3 .I pesci notar vedean per lo Iago a grandissime schiere. » Kit. S. G .B. 2fó. Venite a me ispesso .. . ma non venite a troppi insieme, cheforse non sarebbe il meglio. (V)
3 — Denotando a qualche Ordine. Kit. S. Frane. 21 5 . Per loquale cadimento si dimostrano due cose : la giustizia di Dio , comepunisce que’ che tono a Religione, che non si portano umilmente ec. (V)
3 * — Denotando a qualche luogo. Dial. S. Greg. 1. 10. Lo corpodel quale dovendosi seppellire ad una chiesa. (V) Frane. Sacch. nov.Che novelle avete a città? (N)
4 — Denotando numero. Dant. Purg. 3 . y 3 . Come le pecorelle escondel chiuso Ad una , a due, a Ire , e l’altre stanno ec. Fruite. Sacch.nov. 22Q. Dormendo insieme col prete nel suo letto piccolo a due.(Così dicesi A molti , A pochi ~ In mollo o poco numero.)
3 " — Per in , nel tempo, or. S. Gir. 10. Quegli, che sarà veramen-te confesso a sua vita , e a sua sanità , ed abbia perseveranza , a co-lui faccio fidanza, eh’ egli andrà dinanzi da Dio . (P) Cecch. Dissim.3 . 3 . Andrete fino a Pisa a questi freddi ? (V)
38 — in comparazione, a petto. G. F. 12. So. La moglie ne fece pic-colo lamento a ciò che ella doveva lare. Ar. Fur. 2fi. 1 3 2. Quel("palagioJ che jer sera si ti parve hello, Del mio Signor saria un tu-gurio a quello. E st. tifi. Ch’ era hello e gentile , e un dono taleMi fe’, eh’ a quel nulla il palagio vale. (V)
3 g — in favore , o simile. Kit. S. Frane. tg 5 . E però l’animo suo eratutto a’poveri, e agl’infermi. (V)
ijo — infra , in capo , in termine. Nov. ani. /fi. 1. Tolse per moglieuna gentildonna della terra , nepotc dell’ arcivescovo ; menolla , e lécea due mesi una fanciulla. E appresso : Onde la donna ha cominciatoa far figliuoli alti due mesi.
4 1 — in guisa , modo comune di dire a noi e a' Greci. Lat. instar.Gr. Su» iy. Bocc. Nov. j 5 . 12. E’ mi par pur vederti morderle concotesti tuoi denti fatti a bischeri quella sua bocca vermigliuzza. Enov. y 3 . 14. Perchè alzandosi i gheroni della gonnella, che alla Nal-da non era f cioè a guisa di quei d’Annido.J
3 — * Cosi diciamo : parlare alla spartana, cenare alla trista, ce. (Am)
Ipi — * in guisa che , o simile. Fr. Giord. 261. O perchè fece Iddio1 ’ uomo a potere peccare ? (V)
43 — insino. Lai. usque ad. Bocc. nov. 3 t. 12. Dolente a morte allasua camera si tornò.
3 — E in senso reale. Cronìch. d’ Amaret. Man. Facendosi latorre di Babello a intenzione di mandarla a cielo, Iddio mandò lorola confusione de’ linguaggi. (P) Fr. Giord. 23 o. Egli fDioJ vede tuttele cose ec. dalla maggiore alla minore , dall’alta alla bassa , dalla piùnobile alla più vile. (V)
44 — inverso. Lat. contra , adversum , ad, in, versus, erga. Gr. «pcs.Bocc. nov. 6g. ì 5 . Credendo non altramente esser fatta la sua affe-zione a 'Nicostrato. E nov. 77. 32 . La donna montata in sulla tor-re , c a tramontana rivolta cominciò a dire. Tes. Br. 2. 49 ■ Verquella tramontana, a cui quella faccia giace. Dant. Purg. 4 53 . Volti aLevante, ove eravam saliti. Red. leu. 2. 4 l- Era le altre cose , cheha spinto il mare a lido, sono alcune ghiande grosse.
45 — jn o nel , congiunta a verbo di stato in luogo. Bocc. nov. 7. 6.Avvenne , che trovandosi egli una volta a Parigi in povero stato. Enov. 77. 3 . Un giovane, ec. avendo lungamente studiato a Parigi . Enov. 86. 10. Un buon uomo, il quale a capo del ponte si sedea.
46 — in o per. G. V. 5 . 3 . 3 . Rimase uno figliuolo, che ebbe nomeArrigo , che ’l fece eleggere a Re de’Romani. £ cap. 32 . 2. Ritegnen-do a loro 1 ’ amministragione d’ ogni altra cosa del Comune. Nov. ant.8. 2. Non vendeo bene la mattina: recolsi a mal'agura,. e a noia.Dant. Purg. 7. ^2. Per quanto ir posso, a guida mi t accosto. Nov.ant.2. 3 . Non nii rispondere a grado ; dimmi sicuramente la veritade,(Lai. ad gratiam. Gr. irpoe zapo.)
47 — IN o SOTTO. Lat. in , sub. Gr. in. Nov. ant. 4 l• 2 - Addomandoio al Comune di Bologna , che le possessioni de’ miei figliuoli sienoa mia signoria. Fr. Giord. Pred. B. Tu vorresti che le opere diDio sieno a tuo potere c volontade. Mirac. Mad. A pena della testagliel mandasse. 4 tor. Pisi. 11. Comparissouo dinanzi da lui a pena
dello avere c della persona. Dav. Scism. 43. Cromoclo comandò l ^che a pena della vita gli condannassono immantenente. .
48 — A modo, a sfMiUTUDiNE. Buon. Fier. 2. 3 . 11. Pon meni*quel Graziano Con quella guarnaccaccia , Con quella berretta^ 3 ?gronda. E appresso : Bello sharletfe eh’ egli ha in sul mostaccio ! *che barba a lucignoli! E 2.3. 12. E quelle vecchie loro Col faz* 4,letto sul viso a salterò ec.
49 — PER ’ Gr. irpos, isti. Bocc. nov. i5. 25. Io nontengo che io non vegna laggiù. E nov. 54- 3. E sì
so a che io".
„ . gli mandò <*’
cendo , che a cena 1’ arrostisse , e governassela bene. E nov. 7<?•
Mi -metterò la roba mia dello scarlatto ec., a vedere se la brigata*"rallegrerà. E nov. g8. i 4 . L’avrebbe egli a se amata , più tosto £"•a te. M. F. ?. 3 2. Caro figliuolo, se voi amavate d’avere a OS-,questa damigella, voi non ne dovevate tener bargagno. Tav. rii •
S. Ne furono assai allegri da poi che l’ebbono a signore. Petr. cffl'fi4 y. 4 ■ Ed ella : a che pur piangi e ti distempre ? Dant. Purg. eQ-,
E quanto a mio avviso , Dicce passi distavan que’ di fuori.ant. 7 4 - 2. Molte volte si conduce 1 ’ uomo a ben fare a speranza <"merito. Sen. Pisi. 54 - Non terresti tu a molto folle colui, ec.
5 o — per o con lo , con la. Fit. SS. PP. i. Tornò si concio e p 1 *"gato , che a sola voce si cognobbe che fosse esso. (A)
5 i —per o da. Dant. Inf. 29. 112. Vere eli’ io dissi a lui parlando a g* uoC ^Bocc. nov. 3 o. 2. É udendo a molti ec. commendare la Cristi 31 ’"Fede ec. Petr. canz. 38 . 1. I pensicr dentro all’alma Mover mi se» “a chi gli ha lutti in forza.
52 — per o dopo , congiunzione che forma /’ avverbio. Nov. ant. v 3 '8. Or com’ebbe tutto affettato, e a fetta a fetta cercato (cioè : ull>
fella dopo V altra , e a fetta per fetta. Lat. frustillatim.^ » D’.'fiPurg. 5 . 2 4. Cantando Miscrerc a verso a verso. (P)
53 — per rispetto. Cecch. Dissìm. 4• 9 • Noi abbiam casa d’ ava#* 0a la famiglia che siamo. (V)
54 — per o tra. G. F. 11. 129. 1. Avendo ec. a mano il trattato c °M. Mastin della Scala di comperar da lui la città di Lucca .segr. cos. domi. Quando averanno a mano questo medicamento, bC "passino ad altra medicina.
35 — secondo. Lat. ad, juxta. Bocc. nov. ig. 2 3 . Racconciò il farse!a suo dosso. E nov. 85 . 20. Lascianiiti prima vedere a mio sen*’ 1 !'E nov. 8y. 2. Intanto che a senno di ninna persona voleva lare a *cuna cosa, nè altri far la poteva a suo. Mera. Tadd. Borg. Se dai’ 11 "vi si trovasse, donde Iddio nostro Signore ne guardi , si debba P^tire simigliantemente per metà a volontà di ciascheduno. M. V- *i8. Tagliatile i panni per lungo infino alla cintola a loro costimi 81con vergogna la mandò via.
56 — * secondo o A ragguaglio. Fr. Giord. 262. Il sole è la infcgior luce ; e però tutte l’altre luci si misurano a quella luce. (V)
57 * secondo o in favore. Nov. ant. So. La guerra non mi piaC £lnè lo consiglio mio non è a ciò. (V)
58 — sopra. Gr. mi. Bocc. nov. 2g. 11. E montato a cavallo, f 0 ,.
nel suo contado se n’andò, ma ec. Dant. Par. 1.61.E di subito pa rVgiorno a giorno Essere aggiunto. E 12. 6 . E moto a moto, e caliti*canto colse. fQfii potrebbe anche essere segno del terzo caso.J » ' l - tSS. PP. 1, 36 . Portava a carne cilicio aspro. Fr. Giord. 228- 6 flsto sputoe in terra e fece loto, c puose agli occhi del cieco. (V) .
^9 * sotto. Fit. SS. PP. 2. 18. Puosesi uno di quelli corpi a
per primaecio. (V)
60 — * sotto o innanzi. Dant. Lnf. 2o. Drizza la testa , drizza i 1vedi a cui S’ aperse, agli occhi de’ Teban , la terra. (V)
61 — 3 verso con relazione a silo . Fr. Giord. 3 og. Le bestiefatte col volto alla terra. (V)
62 — * verso, rispetto. Fr. Giord. 3 g. Quando se’diritto a Dio »...al prossimo, e a te medesimo , cioè quando rendi a Dio il debito suo.('j
63 — A talora è particella riempitiva. Bocc. nov. 27. 1 ■/. La I' 1 ’,,morte io ho tanto pianta, quando dolente a me •, perciocché q 11 3tunque io rigida , ec. Passav. ig. E consigliastimi, ec. che misero.,me, ancora era tempo di trovar misericordia. (Lat. hei inibì. Gr. *
64 — * Superflua è pure, come nel v. Fare a sapere, cosi nel v. -
re a conoscere. Sìor. Bari . 60. Farotti a conoscere lo mio creato^'e per cui tu se’ fatto. (V) :
65 — * Talora manca. Frane. Barb. .2. 6. Simigliami creder non c .
diamo.Ti 22. io. Aspetta seguir alcuna detta. E 33 . 5 . Lusingameli* 'eh’ hanno Forse alia gente saggia dispiacere. (V) . j
66 — * Con sottinteso il vèrbo. Segn. Pred. 8. 2. E subito i rr.niif
alle dicerie , subito alle rampogne, subito ai fremiti, subito a mche vuol dar fondo alla casa. (Sottintendi corrono.) (V) ^
67 — Aggiugnesi ancora alle voci Presso, Luntaiio , e simili, fi,miglior suono. Lat. ad. Bocc. nov. 7. 7. E domandò q uanto egli
pa-
iola dimorasse presso a Parigi ; a che gli fu risposto , che forse 3 'miglia. E nov. io. 5. Il quale essendo già vecchio di presso a 5in se non ischifò di ricevere l’amorose fiamme.
tanta anni ,
68 — Aggiunta a' verbi, alcuna volta diversifica loro tctalroenFsignificalo , come : comandare , accomodare ; tenere , attenere ; c ° s '■
re , accostare ; mettere, ammettere. Alcuna volta lo diversificòparte , e in parte lo mantiene , come : battere , abbattere ; opcr 32 ,adoperare. Alcuna volta mantiene appunto lo stesso , come : 0,D Af-re, adombrare; cumulare, accumulare. Alcun'altra accresce lot’J
come : barbicare , abbarbicare.
69 — Aggiunta a’ nomi opera il medesimo che ne’ verbi , come ■timento , abbattimento ; cumulamento , accumulamento ; barbicai 3 'to, abbarbicamento.
70 — Aggiunta a diversi nomi , ma non affissa , di essaformano varie locuzioni , che si adoperano a maniem avveV
bf
fi
e di ioifi
come a migliaja, a proporzione , a man ritta , e infinite simili. ^
1 — * Aggiunta agli articoli il, lo , la, i , gli , le, formascuno di essi una sola parola , come: al, allo , alla, ai, agli, all«('‘