68 ABITUARE
Abituare, A-bi-tu-à-re. s?U. Avvezzare, Assuefare.Lat.assxKhccvc.Pros,.fiorai. par. i. v. 2. Or. 5 . pag. 116. Per lo die è necessiti.) ec-chcnoi medesimi e privalamcnte e pubblicamente ci esercitiamo intorno aquelle cose , nella cognizione delle quali vogliamo abituare rintelletto.(B)2 — E n. pass. Far abito, Divenir abituato, [Assuefarsi. ]» Bdunbo.QJ)Abituatezza, A-bi-tu-a-t< 5 z-za.[A/.' Lo stesso che Abiincline. V.~\ La;.habitus.Gr. Segner. Crisi. ìnstr. 1. i 3 . 7.Voleva che il povero supplicante,nell'antichità e abituatezza del male, riconoscesse il miracolo grande,che vi abbisognava a guarirlo.
Abituato, A-hi-lu-à-to. [Add. m.da Abituare .]Che ha fatto l'abito.Lai,assuefactus, assuetus. Bocc.g.'j.p.gMà era sì abituato al servigio di Dio ,che ec. Fìloc. 3 . 53 .E già gli era la malinconia sì abituata addosso clic ec.2 — Vestito dello stesso abito, [alla stessa foggia.] Doni. Purg. 2 g.i 44E questi sette col primajo stuolo Erano abituati 5 ma di gigli D’intornoal capo non faceano brolo.
Àbituazionk, A-bi-tti-a-zió-nc. [A/T Lo stesso che Abitudine . V.} U abilit-arsi. Salvili. Pros. Tose. i.‘ 5 c >4 O bene spese riflessioni, ebe ognicosa ci fan profittevole, e coll* attuazione dell’anima in quelle, dipensieri ci forniscono c di parole.
Abitucciaccio , Abi-tuc-ciàc-cio. Sm. dim. ed avvìi, di Abito . Abitucciovile o cattivo. Tagt. LettfA)
Abituccio, A-bi-tùc-cio. Sm, dim . di Abito. [Lo stesso che Abitino./''.]Lai. vesticula. Gr. Ipccribiov. Segner, Pred. g. 12. Si può benanchesotto vesti pompose talor celare qualche abituccio molesto, cornerai)use a far le Cirilic , ec.
Abitudine, A-bi-tù-di-ne. [A/T] V. L. Uso e. modo ddT essere , [ del-/’ operare. —, Abito, Abituatezza , Attuazione , Assuefazione, poet.Abdudo, sin.} Lat. habitndo. Gr. $*a 9 soris. Pass. 358 . Accidentio segni, per lì quali si conosce T abitudine della disposizion del corpodentro. Ùom. Par. 2g. Sono alcune cose , die inchinano in bene ,solo per una abitudine naturale senza altro conoscimento. Capr.Bott .4 • 58 . G. E clic cosa è questa abitudine , che tu di’? A. Una certaconvenienza, ed inclinazione ch’io ho di operare in te, per comin-ciare a gustare la mia perfezione, ec.
2 — * (Fisìol.) Ripetizione frequente e continuata dello stesso atto.—Disposizione che risulta età questa ripetizione , e che la rende neces-saria- — Abitudine esterna , Costituzione , Abito , è Vesterno tutto delcorpo considerato in complesso . (A. O.)
3 ■— * (Icori.) Divinità allegorica. (Mit)
Abitudine di lì’, da Costume , Costumanza , Consuetudine , TJsan*za , Uso , Vezzo. L’ Abitudine riguarda l’agente, il Costume l’azione.II. Costume è la frequente ripetizione del medesimo atto, 1 *Abitudinen’é reiètto. Così, il Costume di non far nulla produce VAbitudinedell 1 ozio. Consuetudine annunzia un’ordinaria maniera di operare,di vivere, cc. ; è anche prodotta da frequente e lunga ripetizione dini li a’quali è generalmente accostumata una popolazione. Affini allamedesima sono pure Costumanza ed Usanza , se non che Y Usanzasembra essere più universale , la Costumanza può essere più antica.Ciò eh’è praticato dalla più parte delle genti è un’ Usanza ; ciòch’òpraticalo ria lungo tempo è una Costumanza. Uso è preso anchespesso in significato d’ Usanza , ma esso è fatto propriamente per c-sprillare pratica, esercizio, conversazione. Vezzo si prende ordina-riamente a significare abitudini cattive , e dicesi Vezzo quasi vizio.Aiutuiu, A-bi-tù-ra. Sf. V. A. V. e L’ Abituro. Vasari. (A)
A bitumo, A-bi-tù-ri-o. P.A. V.e c/i’Ahi turo- Fr. Gioivi. 2Ò'>J 3 el legno si fannole case per nostro ahiturio, acciocché abbiamo ove riducerci, ec. (V)Abituro, A-bi-tù-ro. [Am. V. A. fatta rivivere da' buoni scrittori mo-derni. Anticatr, Palagio splendido e magnifico .—, Ahiturio,Abitura ,sin.} J t at. habitatio , domicilimi). Gr. owiiiris. Rocc. introd. 27.Quantigran palagi, quante belle case, quanti nobili abituri rimasero voti. E nov.33 . 12. Alle quali, assai vicini di Camita fecero bellissimi abituri. G.V. 4. 7. /. E crescendo borghi, c abituri di fuori delle cerchia piccole,a — Abitazione [di uomini o ili bestie.] G. LA 5 . 7. 2. E questo in brevetempo puosono, ed afforzarono, oc. e pariironlo adahituro in nove con-trade. E 10, 201. 1. Dicendo che ciò facea per l’abituro del Papa,ordinandolo ad ogni atto d*abituro nobilmente. Cr. 1. 7. 5 . E le mi-gliori case in una parte sieno deputate all’abituro de’lavoratori. E g.86, 2. Ne! quale due gabbie per loro abituro congiunte sieno.
3 — * Uggì per lo più Casa campestre, Abitazione di villa j e maleintesero il signif. di questa voce coloro che l'usarono per Tugurio, Ca-sipola, Vile abitazione. Vasari. H qual palazzo è tenuto per abiturodj villa , il più bello , il più enmodo ec. (A)
Abiu. * N. pr. m. Lai- Abiu. ( Dall’*ebr. ab padre , e ku stesso : Lostesso padre, cioè similissimo al padre- ) (R)
Abiud. * N. pr. m. L^at. Abiud. (Dall’ ebr. ab padre , e hed gloria ,lode : Padre di lode.) (B)
Abiura, * Ab-iù-ra. Sf. Lo stesso che Abbiura. V.Sacch. n'm. Ma, perdirveta giusta, non vorrei Guastar con questa abiura i fatti miei. (A)Abiurare, * Ab-iu-rà-re. Per questa voce , e per tutti isuoi derivati, v.
Abbiurare, Abbiurato , ec. (A)
Abiverde. * (Geog.) A-bi-vér-de. Città della Persia. (G)
A bizzeffe. {Avvi] Abbondantemente , In gran copia. JmL abundantcr.Gr. [Trqxtr/rws, ] «<p 5 oVwff. ( Dal gr. byzo, confevtim ùnpleo , io em-pio a colma misura ; ovvero da byzo e da eplvfo 10 soperchio. V.Bizzeffe.) Ma-m. 2. 3 . E dove ei dava a’poveri a bizzefle oc., Facealor dare il pan colla balestra. Buon, her.f à. p.Quel quinto e statoal certo Inventor di tal Delle, Cb* usa farne a bizzeffe. Pule. Piot.Fior di pietra a bizzeffe.
Abiura , Ab-jù-ra. Sf. per questa voce eie altre Abjnrare, Abjurato, ec.,semplici variazioni ortografiche , v. Abbiura, Abbiurare, ec. (A)Apuai. * (Geog.) A-blà-i. Contrada della gran Tavtcuia. (Vari)AbUAna. * (Ant.) A-blà-na. Il buon angelo , secondo i Basihdit. (Mit)Ablasmare , A-bla-smà-re. [Au.} V. A. V. e rfi’Biasiinare.LaÉ.vitupcran?.Gr. (Dal a superflue dal gr. blnsphemio io ingiurio, infamo , de-
ABOLANI
traggo. Cosi da infimus viene imus.) Frane, Barò. 121. 1. Ab' asS ^mensa soverchio \vùv\vxc,Guìli. Rifu. Ond* co sovente me sentoAblasto. (Fisioi.) A-bla-sto. Add. ni. V. G. Che non germogli* 1 )
&Pl'tno . Tnfor>s\tìt-1t\ T nllt:»wfue f"TVi T-k*,itr r» _«...-nll’J ^
germe, Infecondo. Lat. ablastus. (Da a priv., e blastos gerniejcablata. * (Geog.) A-blà-ta. Aulica città dell' Asia. (G) .lUr
Ablativo. (Gram.) A-bla-ti-vo. [A/«.] Nome dei sesto caso. — , yvo, sin. Lai. ablativus. Hat. Purg. i 5 . 1. Questo, come un ab‘ a | Mj
secondo lo gramatico, determina. Salo. Avveri. 2. 1. 13. La se>
jt> :
.ali " 1
ultima , la qual non ebbero i Greci dal genitivo appartata , i ^ fgramatici determinano l’ablativo , e dannole questo (itolo , coD,Cella convenga principalmente al tor via.
Ablativo. * Add . ni. Che si sottrae , si toglie. Galilei. N. Sp■ ffl'Ablattaziomb. * (Med.) Ab-lat-ta-zió-ne. Sf. K. L. Lat. abiactatin-'^jAdlattazione, sin. Opposto di Allattamento ; propria di donna alarecente partorì , ma non allatta , o che cessò di allattare. (A. .
Ablazioke. * (Cliir.) A-bla-zi-ó-ne. Sf. V. L. Lat. ablatio, adempìGr. àtyodpicns. Distaccamento , Uimovimenlo di qttaluiupie cosa ,ul \.rale , accidentale od estranea al corpo, che ne impaccia le fatti 1 ®ne danneggia la regolarità. (A. O.)
Ablepsia. (Med.) A-ble-psi-a. Lo stesso che Ablessia. N. (Aq) . c’Ableko,* A-blè-ro.JS.pr.m. Lal.Ablcrus.(Dal gr.o|>olereo io frascUcgg' 0, e (Ablessia. (Med.) A-bles-sà-a. Sf Lat. ablepsia. Gr. òi'Ci fiz. ( Dalpriv., e blepso fut. di hlepo io vedo, io osservo.) Cecità, lucons'Atezza. —, Ablepsia, Aplepsia, sin. (Aq)
Abliala. * (Geog.) A-bli-à-la, Abliana. Antica città il Albania . ( ■Ablitas- * (Geog.) A-bli-tas. Città di Spagna . (G) f ...
Ablueste. * (Terap.) A-hlu-èn-lc.Add. coni. V. L. Lat. abluens. A™gente. (A. O.) ,
Abluzione , A-blu-zi-ó-ne. Sf. V. L. Lattamento , Lavanda diparte del corpo. Lat. ablutio. (A) (N) .j
3 — * (St.) Cerimonia religiosa , Specie di purificazione di anlich&fpuso in Oriente , nell' India , nella Cina , e particolarmentegli Ebrei, i Romani, i Musulmani . (Mit) J
3 — ( Eccl. ) Più comunemente si dice dell acqua e del vinosacerdote prende dopo la comunione. Segner. Crisi, istr. (A) .a
1 —* Nella chiesa moderna Sorso d’acqua o di vino con cuidie si comunicano usano in alcuni paesi sciacquarsi la bocca per "glio inghiottir l’Ostia sacra. (Ne)
4 —~ (Chir.) Iniezione et una ferita o et una plaga. (B)
5 — (Farm.) Lozione. P. (A) .
Abnek , * Abnero. N. pr. m. Lat. Abncr. ( Dall’ ebr. ab padre , c t ie ^"
il lume : Padre del lume, o Lume del padre. ) (B)
Abnobia. * (Geog.) Ab-nò-bi-a. Monte delt Alemagna. (B) j.
Abnorjiale. * (Med.) Ab-nor-mà-le. Add. coni . P. L. Lo stesso cAbnorme. P. (A.O.) .
Abnorm alita. * (Med.) Ab-nor-ma-li-tà. Sf. P. L. Pervertimento, Pgolarità , Allontanamento dallo stalo naturale, Atleramentoso. —, Anormalità , Innormalità, sin. Lat. abnormnlilas. (A. 0 ) iAbnorme. * (Med.) Ab-nòr-me. Add. com. P. L. Condizione, Siato ntarato , morboso , che si allontana dalle leggi fisiologiche o di so^—,Anormale, Abnnrmale , Innormalc, sin.Lat. abnoìniis. (A. 0 -)Abo. * (Geog.) Lat. Aboa. Città capitale della Finlandia. (G)Aboba. * (Mit. Gr.) A-bò-ba. Soprannome di Adone . (Mit) .o]
Abobi , A-bò-bi. N. pr. ni . Tjat. Abobi. (Dall’ ebr. lihabab amare.) *Abobriua. * (Geog.) A-bo-brì-ga. Antica città di Spagna , (fi) JAbucace. * (Geog.) A-bo-cà-ce. Isola occidentale dell'Aprica anpai't^al Portogallo . (G)
Abocarana. * (Geog.) A-bo-ca-rà-na. Città dell' Arabia , fi)
A bocca. Posto avverti, co’ v. Dire 0 Richiedere = Presenzialmente. l~ytrario di A penna, In iscritto.] /.«(.coralli. Cr.n'a.vTÌot,. ep.vporìn'-^'J12. t6. 12. Feciono richiedere a bocca tutta buona gente. Alb’g- ! a.Dite a bocca alle Muse da mia parte, ec. E 3 og .Per non averlo a rcp! |C ( (a bocca. Cas. leu. Clic io possa fare quesloollicio a bocca in Itab 3 yA bocca A bocca. Posto avverò, quasi superlativo di A bocca =ziulmenle .—, A faccia a faccia , sin. Lat. corain. Fior. Pit i. 4 ‘ Vparlava spesse fiate con Moisè a bocca a bocca. (V) u
A bocca averta. Posto avverò, col v. Stare c= Aspettare, e h lic ,ja checché sia con grande applicazione. Lat ■ inhiarc. Gr. $Scn. ben. Purch. 4■ 2°. Cosi costui sta a bocca aperta aspettami 0 ^l’amico inuoja. Rem. Ori. 2.2.2. Che le disgrazie stanno a bocca a)’ 1 ' 1 ;
bocca aperta , ec. d
A bocca asciutta. * Posto avverb. — A digiuno. V. Bocca ,
A bocca^baciata. Posto avvei'b.zzzSénza difficoltà.Lat. commode, facm'jjj-Cr. pùcrrx. Lasc. Sibili. 1. 1. Potendone avere a bocca baciata ti' cl %A bocca chiusa. Posto avverb.— Senza parlare. Lat. ore cla"s°' iPur. 1. 3 <>. Restò senza risposta a bocca chiusa. E altrove : N° Dpotè tenere a bocca chiusa. . ; 1
A bocca dolce. * Posto avveri, co' v. Lasciare, Rimanere, Part ' 1simili—Consolato , Con soddisfazione. P. Bocca, §. 26. ( 0 )
A bocca piena. Posto avverb. col v. Dire, vale Comunemente, fi
tornente-, qui però sembra che significhi Colla boccagonfia,temente. ] Coppet . rim. buri. 2. fi. Dietro gli fa sberleffi a boccaA bocca stbetta. * Posto avverb. col ^.Favellare = Favellar con rtsp e .^)tìmidamente. — ,Colla bocca piccina, A mezza bocca,«;t.p’-.Bocca ,Abocci. * (Geog.) A-bòc-ci. Lat. Abuncis. Città delC Etiopia .
A boccone a boccone. * Modo avverb. — , A frusto a frusto, A 1a pezzo, A brano a brano, ec. sin. P. Frusto. ( 0 ) . .fi
A bocconi. Modo avverb. A pezzi. Pit. S. Marg. iio. Si tagh 01 "tult’a bocconi L’osse e nerbi qiiant’dii sono. (V) f
Abodiuti. * (Geog.) A-bo dri-ti. Popoli venuti a stabilirsi in A^ erììsotto Carlo Magno , fi)
Aboeba. * (Geog.) A-bo-è-ra. Città della Guinea. (G)
Abolam. * (Geog.) A-ba-là-ni. Antichi popoli del Lazio , fi)