B1DASS0A
Va r J ^°°° cava lìeTÌ, con tutti i pedoni del paese, e bidali di Na-
ì)]^ SSOA **(Ceog.) Bi-das-sò-a.£af. Bidasso , Bedassus. diurne di Spagna f G)Ut T ^ ,L °‘ (^ool.) JBi-dàt-ti-Jo. Sm. Uccello il quale non ha che due di -' à ino ad ora non si conosce che lo struzzo a cui si possa appli -questo nome. Lai . bidaetylus. (Dal gr. dis in lat. bis due volte ,h, °PìP^merite, e dactylos dito.) (Aq)
ìliu * (Bot.) Bi-dèl-li-o. Sm. Lo stesso che Bdellio. F. (A. 0 .)
j Bi-dèl-io. [AV/l] Colui che serve ad Università o Accademie.sass * bydel messaggero, addetto al servigio di qualche corte. V.Q P^jmann , e Du Cange. ) Cari. Fior. 6. Che, non ch'altri, il bidello,, a *h’° servente toro, permesso non avevan che rispondesse. Maini, a.^i|j • CC ^ nv ^ ar dai soliti bidelli Per l’altro dì i Piacevoli e i Piattelli.|i( NTAL E.‘ r (Arche.) Bi-den-tà-le. Sm. Luogo ov era caduto il fulmine 5l Sl sacrificava una pecora di due anni (Bidens ) e diventava un^S° sacro, che circonducasi di palizzata o di colonne, affinchè nonDj SSe profanato passandovi alcuno innavvedutamente. (Mil)
* Mt au.* (Arche.) Bi-den-tà-Ji. Sacerdoti stabiliti presso ì Romani ver, * le cerimonie e le espiazioni prescritte allorché cadeva il fuhni-
ln { l Ua ^ ie luogo. (Mit)
- À e ^tato , Bi-den-tà-to. Add. m. Che ha o porla il bidente. (A)
Che appresenta due denti. (0)
8 Hte. (Ar. Mes.) Bi-dén-tc. [ Sm. Strumento di ferro con duee,l }i a guisa di forca e con un occhiò o foro nella parte che uniscefi denti o punte , entro cui è fermato un manico di legno perita -fonarlo e adopravlo come zappa-} Lat. bidens. Gr. bioÓovs, Pallad..! l P' 4 1 - Ferramenti che bisognano sono questi , ec.* aratoli, biden-l ] scuri. Alani, Colt. 99 * Boi le zappe, i marron, le vanghe, i
°ltri , sarchielle , i bidenti, e quell’ altre armi , Onde porta il^ er »‘eu p acerbe piaghe.
(Lett.) Forca con due punte di cui ì poeti fingono che Plutonefaccia uso in vece dì scettro. Min. Malm. (A)
» — * presso i Romani dovasi questo nome alle pecore che avevanonue g ross i denti , vale a dire due anni, tempo in cui et uno atte ad*fir immolate. Altri estendono questa significazione a tutte le bestief ,i' due anni. Bocc. Tes.ó. 7 6. E molte bianche agucllette bidenti ec. Si^ recare avanti alle suo genti. E 10. go. Fé’ apprestar ec. E sanguef latte nuovo di bidente Gregge ed armenti. (B)bR TTo. (Veter.) Bi-det-to. [ 57 « ] Cavallo piccolo da campagna. Lai.^l'iuìus. Gr. i'Tc-ffdpioi’. ( Dal frane, baudet asino: Cioè piccolo , comelì, Uu asino. )
l,U| * * (Mit. Ind.) Bidgi ed Idgi chiamano i Bramini i due Geniia guardia dcVa porta del paradiso. (Mit)jj^'Ur.1.0. * (Geog.) Bid-gùl-lo. Città della Persia. (G)lJl * f (Mit. Ind.) Divinila del Malabar riguardata come l'autore d'o•fi 11 cosa. (Mit)
* (Geog.) Città del Tibet. (G)
^aitato-pennato. * (Bot.) Add. m. Agg. di Foglia : Cosà chiamami^ foglie di molte mimose, composte di un peziolo comune , il qualeal suo vertice due figlie pennate. (0)
'fi. * (Geog.) Ri-di-ma. Isola dell* Oceano orientale , una di quelle}j fi Ladroni, chiamata anche Shavedra. (G)
* (Geog.) Bi-di-ni. Città e contrada dell’Indie. (G)
]« 0f ssuaA. * (Geog.) Bi-dis-sù-ra. Città dell* Indostan. (G)p l at.is. * (Geog.) Citta della Turchia asiatica. (G)
(Boi.) Bi-dól-!o. Sm Uno de nomi volgari della Betulla. (A.O.)
* (Geog.) Bi-dii-mi. Distretto della Siria. (G)
* Bi-du-o. Sm. comp. V- L. Corso di due giorni. Olivi . BergfQ)
* (Geog.) Bi-dù-ri-a. Lago del paese de'Mongoli. (G)
j! ,I; b\». * (Geog.) Città della Baviera. (G)h 1 : *u. * (Geog.) Lo stesso che Bibra . F. (G)
^•camente , Bie-ca-méu-te. Aw. Stortamente , Travoltamene , [ Obbli-^ piamente , Per (sghembo, In tralice. ] Lat. oblique. Gr. 7 t\a.yiuis.
■*— E per metufi [Ingiustamente, Malamente.] Albert, ft. Tulli insieme
5 Periscono quelli che biecamente combattono.
^ ■ * Col v. Guardare =1 Guardar di mal ’ occhio , con occhio bieco fh')
lEi 'o. [ Add. mi] Travolto, Storio ; [e si dice per lo più degli occhi.](orvus , obliquus. Gr. irKxyiGS. ( Dal lai. obLìquus torto. Castel-u etro. ) Dani. Inf 6. gì. Li diritti occhi torse allora in biechi. Maini,do. Si prova a far cipiglio , e bocca bieca. r Tass. Geius. 16. 6j.^ sparsa il cria, bieca gli occhi, accesa il volto. F . Biecamente.
'y (Ar. Mes.) Dicesi in generale nelle arti , e spezialmente da coloroc '*e adoperano il legname , di qualsivoglia cosa che non sia diritta ,®nde Sbiecare dicono i legnnjuoli quando pareggiano alcun pezzo di, e'I fanno uguale . Min. Maini. (A) Fasar. vii. Arnolf. Lap.ij fondamento del palazzo è bieco e fuor di squadra. (N)
7- Hg. Cattivo, Brutto , Laido , Piavo , Sregolato, Perverso. Dìcesid' iU persone e delle cose. Dant. Par. 5 . ( 5 . Siate fedeli, ed a ciò farpon biechi. Pataffio. E vannovi le cose tutte bieche. Suedi . Rim . 55 ./ ^ cicco , o bieco chi con lor costuma.
* Agg . ad Atto — Fituperevole , Sporco c Disonesto ; [ ed anche
*‘cro, Minaccioso.] Ar. Tur. 5 . 62. E che non fu se non quell’atto bie-) Che di lei vide, che a morir lo spinse. Fìloc. Cou bieco atto^^S^ardavano verso lui.
Usalo come Aw. Frane. Tane. 5 . 7. Ve’ come sotto ella ini gua-
6 15 bieco. (N) #
^7 C Osato nel pi. Bieco per Bieche 17 cagione della rimai] Dant. Jif.p‘ 3 /. Onde cessar le sue opere biece Sotto la mazza d’ Èrcole. » E_• at '• d. E poi il mosser le parole biece A dimandar raoidne a questo
(Min) 8 *
p ^ le co di il. da Torvo , Torlo , Travolto % Arcigno. Bieco di cesi dvl-c ^ c vol g°si c011 6 ;arc F ) obbiiquo ; se q lesto poi è accompa-^, ato <la fierezza e burbanza , si dice Torvo. 2 orto o Storto è tuttac be non è diritto. Travolto ciò eh* è posto col capo in giù, 0 in
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situazione opposta alla naturale : si applicano anch’essì allo, sguardo ;ma possono essere impiegati eziandio ad esprimere qualunque soggettoin cui si ravvisi stravolgimento o stortezza. Arcigno nel proprio valeAspro , Lazzo e fu applicato ai frutti immaturi. In via figurata poifu questa voce adoperata per indicare una sensazione disgustosa perciò che si prova, o si vede. Di qui la dizione Far viso arcigno ,per Far viso torvo , disdegnoso cc.
Bisdekcap.* (Geog.) Bie-deu-càp. Piccola città di Germania nell'AssiafG)Bisogne. * (Bot ) Bie-dó-ne. Sm. Lo stesso che Biito. F. (N)
Biel. * (Mit. Stand.) Dio della vegetazione , protettore delle foreste. (Mil)Biela. * (Geog.) Città e fiume della Boemia. — Fiume della Slesia .— Città della Russia. (G)
Bielastiena. * (Geog.) Bie-la-stiè-na. Città della Bosnia. (G)
Bielfbldjà. * (Geog.) Bicl-fèbdi-a. Città degli Stati Prussiani nellaFestfalia. (G)
Bieliano, * (Geog.) Bic-li-à-no. Città della Tartaria Russa. (G)Bieuzza. * (Geog.) Bie-lìz-za. Città della Moravia. (G)
Biella . * (Geog.) Bbèl-la. Città del Piemonte. (G) ^
Biellese . * (Geog.) Biel-lé-se. Sm. Provincia del Piemonte. (G)
BieltÀ. [ Sfi induci. F. A. V. e di'] Beltà. Dant. Rim. De sio veraceù rado fin si pose , Che mosse di valore e di bicltate. Rim. ant. Dant.Majan. 66. E la biella, di’ è ’u voi senza paraggìo. E 7 g. Che suabieltà già ben dir propriamente Non si porrta.
Biennale. (Bot.) Bi-en-nà-le. Add. corri. Aggiunto di quella pianta erbacea^la cui vita dura due anni ; per lo che muore dopo aver dato ilfruttoal secondo anno. F. Pianta. (Ga)
Biennio, Bi-èn-ni*o. Sm. F. deli' uso. Lo spazio di due anni. Lat.hien-nium. Gr. bario,. (A) Ras. Sat. 2. Dentro un biennio, Benché av-vezzo con Yerre, i furti vostri Non conterebbe il correttor d* Eren-nio. (N)
Bieone. * (Farm.) fìie-ó-ne. Sm. Specie di vino artificiale fatto di uvadisseccata al sole e di acqua marina. ( Dal gr. bia forza, vigore , edinos vino ; perché c molto potente ed efficace contro certe malattie. )Lat. bioeon. (Aq)
Bestemmiare > * Bie-stcm-mià-rc. Alt. e n. F. A. F. e di' Bestemmia-re . ( Da biastemare. ) Frane . Sacch. nov. 122. Spense per tutto suoterreno questa pessima barila, c questa maligna radice ; la quale bie*stcmuiiar Dio , consumare le ricchezze cc. (V)
Bibta. iSf] Lo stesso che Bietola . F. Lat. beta. Alani. Colt. 5 . ng.
Or la salace eruca, e Fumil bitta, E la morbida malva.
Bietola . (Bot.) Biè-to-la, [A*/.* Genere di piante della pentandria digima ,famiglia delle chenopodiee. Questa pianta annuale presenta tre varietàprincipali'. 1. La porracea di cui le foglie hanno un colore smortoe si usano come alimento ; 2. il cardo porraceo che ha la costola ola nervatura mediana molto larga , ed unica parte mangiabile \ 5 . labietola rossa notabile specialmente per la sua radice , dì è grassa ecarnea , e si mangia dopo di averla fatta cuocere , e d*. cui si estraegran quantità di zucchero . Questa più comunemente è delta B.trba-ìnetola. F. —, Bìcta, sin.] Lat. beta. Gr. rsvrK-ov. Ametfiy.li snóioera ripieno di fronzuti cavoli, di cestute lattughe e d’ampie bietole.M. F. 11. 60. Cavoli, lattughe, bietole, lappoLoui , e ogni erba dacamangiare. >j Red. Ditir. fj. E per onta e per LcUerno In eternoCoronato sìa di bietola. (N)
a — Prov. Mangiar bietole , dicesi di chi ha paura. Cecch. E salt. Gr.3 . 7. Io ti consiglio Da amico , non mangiar bietole. D. La causa?C. L’ammazzano i conigli.
Bictolina. (Bot.) Bie-to-li-na. Sf Specie di pianta erbacea del generereseda , che ha lo stelo diritto , liscio , scanalato , ramoso j le fogliesparse , sessili^ lanceolate , integerrime^ ondose , specialmente nella gic «venta, aguzze , dentate alta basc^ i fiori piccolij di un vevde giallastro ,indi'estremità dei rami, in lunghe spighe; il peduncolo corto, con unabrattea lesinifbvme alla base ; il calice diviso in quattro parti. Tro-vasi per le strade , fiorisce in aprile ed è biennale } si coltiva ge-neralmente perchè somministra una b diissima tinta gialla, che i tin-toli adoperano per ogni sorta di tela di lino , di canapa, di lana,di seta. —, Luteola, Bietola gialla, Gourderella, sin. Lat. reseda luteo-la Lin. (Gali) (N)
Bietolone, Bie-to-lò-ne. {Add. e sm.] Dappoco , Svenevole , Sciocco ;e dicesi anche di chi piange per poco. F. Babhione. Maini. <f. 16 .Che fa per nulla il bietolon mal cotto.
2 — Venire in bietolone zzz Imbietolire , RintcnerU'e, Fenire ni dol-cezza. F.r. nov. tz-zy. Il prete, che già era venuto in bietolone.fQui i] u sentimento osceno. J
3 — (Bot.) Lo stesso che Atrenice. F. (Gali)
Bietta. (Muriti.) (Ar. Mes.) [Sfi Pezzo di legno , o ferro , o altra ma-inda soda , che ad uu'estremità è grosso, all' altra è assottigliato, esi adopera a serrare o stringere insieme legni, o altro ; e talora adividere, separare e fendere i medesimi , introducendola a colpi dimaglio nella spaccatura.] Lat* cuucus. Gr. yó^os. ( Dal lat. vi actaspinta a forza, cangiando, come spesso avviene, il V. in B. ) Cr. 5 . ig. 12 .Nel qual pertugio una bietta d’ulivasti'O fortemente si metta. Buon.Fier. 4. 2. 7. Cosi subito al luogo Urtai, bietta divenni} e , passat’oLtre, La cagion che movea tanto tumulto lmmantinenti appresi.
2 — E perchè talvolta s’ adopera la bìe ta, mettendola nelle spaccature ,per fendere e disunire , diciamo Metter biette, o Esser mala bietta ,di colui che commette male fra gli amici, a guisa di bietta , per di-sunirli, che diciamo anche Mala zeppa. Lai. vctcratorcm esse. Gr.Trai ’ovpyov iivcci, Farch. Ercol. 100. D uno che sia maledico, clavorialtrui di straforo , commettendo .male occultamente , si dice r egli è unamala bietta. 2 àc. Dav. Stor. 2. 2g6. Cecina e Valente governavanol’Impero, ec. : le male biette, c la città, feconda madre d’inimicizie,lì rattizzò. Segn. Stor. 11. vufi. Non restava incora di metter biettec di usare ogui astuzia e corruzione.
3 — * Si dice anche Quel legno o sasso che si ficca per forza iti ter-