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L' architettura di Leonbatista Alberti / tradotta in lingua Fiorentina da Cosmio Bartoli gentilhuomo & accademico Fiorentino; con la aggiunta de disegni
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44 DELLA ARCHITETTVRA

Quali legnami ſieno piu commodi alle fabbriche delli edifitiyj& qual fra la loro Natura,la loro Itilitaà,& come(i debbino meitere in Vo,& a qual parte dello edifitio ciaſcuno ſiapus dito.(ap..

Eofraſto fi pẽſa che i legnami fiano ben ſecchi da farne Aſſe,& maſ-

fimo per Porte, innanzi a tre anni. Alle opere de gli edifitii eſtimaronoqueſti alberi commodiſsimi. Il Cerro, la Quercia, la Rouere, la Iſchia, l' Albero, il Tiglio, il Salicone, lo Ontano, il Fraſsino, il Pino, lo Arcipreſſo, lo Vliuoſaluatico& domeſtico, il Caſtagno, il Larice, il Boſſolo,& il Cedro,& lo Eba-no ancora,& altreſi la Vite; Ma tutti queſti hanno varia natura, però fi debbono accommodare a varii vſi. Percio che alcuni ſono piu degli altri miglioria{tare allo ſcoperto; alcuni fi mantengono piu al coperto; altri fi fanno bellidella ariaʒaltri diuentano ſempre piu duri nelle acque;& ſotterrati fono eter-niz& per queſto alcuni ſon buoni per tauole ſottili,& per le ſculture,& operede legnaiuolizalcuni altri per correnti,& traui: altri a reggere Terrazzi ſcoperti, o Tetti fon piu ſaldi:& lo Ontano per palafitte da farſi per fondamenti infiumi, o in pantani, ſoprauanza ogni altro albero,& ſopporta patientemente lohumore& il medeſimo alla Aria, o al Sole non dura. Per lo oppoſito la Iſchiae impatientiſsima dello humore. Lo Olmo alla Aria,& allo ſcoperto ſi raſſo-da tuttauiazaltroue fi apre& non dura. La Picea,& il Pino fe fi ſotterrano, ſo-no eterni. Ma la Rouere per eſſere ſpeſſa,& neruoſa,& ſerrata,& piena di pic-cioliſsimi fori, che non riceuono lo humore è attiſs ima, a qual tu ti voglia fotterraneo edifitioʒ& commoda a reggere grandiſs imi peſiʒ& quaſi colonna validiſsima. Ma hauendo la Natura datoli tanta durezza, che ella non ſi poſſa forare{e non bagnata; Affer mano nientedimanco, che ſopra terra, ella è incon-ſtante& diuenta ritroſa,& fi torce,& la medeſima facilmente fi corrompedalle acque del Mare. Il che ne allo Vliuo, ne al Leccio, ne all Vliuo ſaluatico,che nelle altre coſe conuengono con la Rouere, accade, che nelle acque ſimacerino. La Quercia ſi conſuma mai per vecchiaia, perche ella è di den-tro ſugoſa,& quaſi come{e ella fuſſe verde. Il Faggio medeſimamente& il Caſtagno non fi corrompono dalle acque,& annoueranli infra gli primi Alberiche ſi ſotterrano, Il Sugero ancora, a ſeruire per colonne,& il Pino ſaluatico,& il Moro,& lo Acero,& lo Olmo, non fono diſutili. Teofraſto penſa che ilNoce di Negroponte, ſia alle Trauate,& a correntami vtile, percio che auanti che egli fi compa, ne fa ſegno con il ſuono,& che pero gia nel bagno di An-dro auẽne, che tutti coloro, che vi fi trouarono, fuggirono a ſaluamento, dallaſoprauenente rouina detetti. Ma lo Abetoò piu di tutti gli altri migliore: Per-cioche eſſendo eſſo,& per grandezza,& per groſſezza infra primi Alberi, davn ſuo naturale rigore contenuto, non fi piega coſi facilmente, ſotto i peſi chegli ſtan ſopra, ma{ diritto& ſenza laſciarſi vincere. Aggiugni che egli è ageuole,& il ſuo peſo non è poi moleſto ſopra le muraʒa queſto ſolo ſi attribui{cono grandiſsime lodi,& dicon che preſta di fe grandiſsime vtilitadiz nientedi manco, non niegano che egli ha vn difetto, cio è che facilmente è ſottopo-fto allo ardere,& offeſo grandemente da i fuochi. A queſto non fi poſponenel fare i palchi delli edifitii lo Arcipreſſo, albero per certo di ſorte 17 infrai i noftri

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