*
20
2
*
35
49
LIBRO‘SECONDO. 59.
il Loto. Altroue per non hauer’ pietre di forte alcuna murano con graticci,&con Arzilla. Herodoto racconta che i Budini, non fanno ne le private;ne le publiche muraglie, d'altro che di legno, talmente che appreſſo di loro,& le mura delle Cittadi,& le Statue de gli Di, tutte fono di legno. Mela di-ce che i Neurii nõ hanno legne di ſorte alcuna,& in cambio di ardere legne,fon forzati ad ardere le oſſa. In Egitto mãtengono il fuoco cò lo ſterco dellebeſtie: Di qui accade che altri, hanno altre& diuerſe habitationi, ſecondo laneceſſità,& opportunità delle coſe. In Egitto fono alcuni che fi fanno Palazzzi regali di Canne. In India con le coſtole delle Balene. In Carri caſtell' di Arabia, fanno le mura& le cafe di maſſe di Sale, ma parlerenne altra volta. Et pe-rd in ogni luogo non è fi come habbiamo detto la medeſima abbondanza diPietre, di Rene,& di ſimili coſe, ma in diuerſe luoghi fono diuerſi ragioni, modi,& nature delle coſe, però biſogna vſare le piu commode che vi ſono,& ineſſe biſogna hauere diligenza, di vſar primieramente quelle, che ſono piu abili,& che piu commodamente fi poſsino ſcerre& apparechiare da noi, ſecon-dariamente di poi, che nello edificare vſiamo le piu atte, ſcompartendole tut.te à loro luoghi diligentiſsimamente.
Se la oſſcruatione del tempo gioui nel principiare gliediftij, Qual fia il tempo conuenien-te, con che preghi,& con quali Augurgs habbia a pigli are vn tal principio.(ap. X III.
D Eſtaci apparecchiate le coſe, che noi habbiamo detteʒcio è Legnami, PieRue Calcine,& Rene, che hora noi paſsiamo a trattare della ragione,&del modo da fare gli edifitii. Percioche a prouedere ferro, rame, piombo, ve-tro,& altre coſe ſimili, non hai biſogno di maggiore induſtria, che di compe:rarli,& di mettergli inſieme, inſino a tanto, che nel fare l’opera non ti manchino;ancor che dello ſceglierli,& del diftribuirli,ne diremo a lor luoghi, le quali coſe concorrono a dare fine alla opera,& ad adornarla. Et noi come fe proprio haueſsino a fare,& ad edificare quefta opera di noſtra mano propria, cominceremo la coſa da effi fondamenti. Ma qui biſogna che io ti auertiſca dinuouo, che e ti conuiene conſiderare i tempi, hauere riſpetto alle coſe publiche,& alle priuate noſtre,& de noſtri, quali elleno ſienozaccioche noi non cimetteſsimo a fare alcuna c oſa, che per eſſere cattiui temporali, ci arrecaſſe inuidia addoſſo, perſeuerando nel murare; o ci arrecaſſe danno ſe ſi fermaſſe ilmurare. Aggiugni che principalmente biſogna hauere riſpetto alle ſtagionide tempi, perche e’ fi vede che quelle muraglie, che fi fanno d inuerno,& maſſimo ne luoghi freddi, diacciano: Et quelle, che ſi fanno in luoghi caldi,& maſfimo nella ſtate, diuentano aride, prima che habbino fatto la preſa. Per queſtacagione, ne auertiua Frontino Architettore, che a fare vna opera bildbaaesche le ſtagioni de tempi fuſſero accommodate, che ſon buone dal principiodi Aprile inſino al principio di Nouembre; tralaſciando però il maggiore imeto della calda ſtate. Ma 10 ſtabiliſco che e fi debba affrettare o indugiare{econdo la varietà de luoghi,& fecondo l Cielo; Et però ſe tu farai a ordine, ſicon queſte coſe, ſi con le altre, che diſopra habbiamo racconte ti ee eetimamente diſegnare la pianta della opera, che tu vorrai fare nel terreno; ſe-