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GRAZ ATE,
82 DELLA ARCHITETTVRA
vengo a dire del Tetto; ma nõ vorrei pretermettere queſto, il che da gli Antichi intendo eſſere ſtato grandemẽte oſſeruatoʒlntra le coſe naturali ne fonoalcune, che hãno certe proprietà da nõ{e ne far beffe, come è che e dicono,che la ſaettà nõ feriſce mai ne lo Alloro, ne la Aquila, ne il Vecchio Marino.Sono alcuni, iquali forſe pẽſano, che ſe queſte coſe ſi mettono nelle muraglie,je non faranno percoſſe,& né ſentiranno ſaette. Ame certo pare, che e ſi poſſa ſperare que ſto, alpari che credere quello, che e dicono della nee iche rinchiuſa in vn vaſo di terra,& ſotterrata nel mezo dun campo; ſcaccidalle ſemente gli Vccelliʒ& che ſe il frutto Oſtro ſi mette in caſa, rende i par-ti difficili;& che chi fi mette in cala le frondi dello Oemonio di Lesbo; È venire fluſſo di Ventre,& vota tanto altrui, che ne conduce à morte. Hora tor-no à propoſito, qui biſogna raccontar quelle coſe. che noi raccogliemmo in-ſieme, quando trattammo de lineamenti de gli Edifitii.
De Tetti di linee diritte, delle Traui, de correnti,& del congiugnere irſieme
gli M ami. Cap. XIII.
E coperture adunque, ne ſono alcune allo ſcoperto,& alcune al coperto;
LL& alcune di queſte fon fatte di linee diritte, alcune di linee torte,& alcu-ne meſcolate di amendue. Aggiugnerai a queſto, ilche non farà fuori di pro-oſito, che le coperture ſi fanno, o di legnami, o di pietre; Comincieremo aparlarne preſo il principio da que ſto, che noi deliberiamo eſſere vn certo cheche s appartenga propio al diſcorſo vniuerſale d ogni copertura,& ſia di que-ſta maniera. A quał᷑ tu ti voglia palco, o tetto noi diremo eſſerui& oſſa,&netrui,& finimenti,& corteccie o croſte, non altrimenti, che nel muro; nien-tedimeno, che queſto ſia coſi conſideriamolo dal fatto ſteſſo. Primieramen-te per cominciarci da quelli, che e fanno di legname,& di linee diritte. Vera-mente nel porte le coperture, biſogna mettere da muro a muro gagliardiſsi-me Traui,& non negheremo(come poca fà diceuamo) che le ſieno colonnepoſte per il trauerſo. Le Traui adunque, faranno in cambio di oſſami; che{e e ne fuſſe lecito, non hauere riſpetto alla ſpeſa: chi non deſidererebbe hauere la muraglia(per modo di parlare) tutta di oſſami,& faldifsima; cioè com-oſta& affortificata con continouate colonne,& congiunte traui? Ma noi an-diam dietro alla poca ſpeſa, penſando che ſia ſuperfluo tutto quello, chelriſer-pata la ſtabilità dello edifitio) fi poſſa leuareuia;& per queſto ſi laſciano fratraue& traue interualli. Onde poi fi mettono le piane da traue a traue,& vi ſiaggiungono i riquadramenti che corrono,& altre coſe a queſti ſimili, ſe alcu-ne ve ne ſono: lequali coſe, non è vergogna pen ſare che ſieno legamenti. Finalmente ſopra queſte, adattate& congiunte aſſi,& tauole maggiori, che mara-uiglia? ſe ſaranno in cambio di finimenti;& per la medeſima ragione dire-mo, che il pauimento& i Tegoli fieno la corteccia di fuori;& il Cielo delTetto, o palco, che ci{tà ſopra il capo, non negheremo che ſia la Cortecciadi dentro. Adunque ſe noi ſappiamo che la coſa é coſi, andiamo inueſtigan-do fe egli è coſa alcuna che s appartenga a qual’ fe luna di queſte; accio chericognoſciutola piu facilmente, ſappiamo quali coſe ſi conuenghino alle co-
Perture
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te.
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