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148 DELLA! ARCHITETTVRA
ranza di ricorui della roba Et allettati dalla amenità dell Aria,& dalla ab-bondantia delle coſe,& dalla piaceuolezza della Vita,& ſenza alcuno pericolo. Ne deue ancor eſſer poſta la uilla in luogo troppo celebrato, congiunto,o alla Città, o alla uia maeſtra, dal Porto; dote concorrino una infinità diNauilii; ma fia poſta commodamente, che non ui manchino di ſimili piace-;riʒ ma che non ve ne fieno ancor tanti, che la tua famiglia fia troppo moleſta-ta dalla frequentia de foreſtieri che paſſano.· Dicono gli Antichi che ne luoghi uentoſi non ſi incarbonchiano mai le coſe, ma ne luoghi humidi,& nelleVallate, che né ui eſalano i uenti, ui accaggiono ſpeſſo ſimili difetti Non mipiace gia quello, che e dicono in tutti i luoghi, che la Villa ſi debbe edificare rein modo che ella fia uolta uerſo illeuare del Sole mentre che è lequinottio:Concioſia che quelle coſe, che ſi dicono de Soli,& de Venti; è coſa manife-ſta che fi mutano: fecondo le Regioni; di maniera che non auuiene che ſem-re Greco ſia leggieti, ne i Venti auſtrali mal ſani in ogni luogo. Et diceuaPia Celſo Medico che tutti i Venti, che uengono dal Mare, ſono piu ſerrati, 5ma quelli che ſi leuano di Terra, ſon ſempre piu leggieri; Et giudico che ſidebbino ſchifare per amor de i Venti, le prime foci delle Valli. perciochein que luoghi ui ſono i Venti troppo freddi, ſe e uengono di notte, d e ſonotroppo caldi, ſe e uengono di giorno, riſcaldati dalle troppe repercuſsioni deRaggi Solar: ne een 2019[Vele ¶ a di Villa fono di due forti;& del collocare tutte le loro parti commoda-mente appartenenti parte a gli huomini, parte 4 gli animali, partealli altri inſtrumenti,& parte a bifogni delle cofei| neceſſarie. 51(Ah. HAC’ 25IN A A effendo Fabitationi delle Ville alcune che ſeruono peri Padroni;&alcune per i Lauoratori;& alcune di queſte fatte primieramente pervtilità, altre forſe per diletto dell animo. Parleremo prima di quelle, che fiaſpettano a lauoratori. Non biſogna che le caſe di coſtoro ſieno molto di- 30ſcoſto da le caſe de padroni; accio che hora per hora fi vegga quel che cia-ſcun di loro faccia;& che e ſappino quello, che fia biſogno di farſi. Appar-tienſi a coſi fatte cafe per loro proprietà, che le robe che dal campo fi poſſo-no condurre, ſi aſſettino, ſi raccolghino,& fi ſerbino in eſſe. Se già queſto vl-timo officio, cio è di ſerbare le ricolte, tu non penſi che fi aſpetti piu toſto al- 35le cafe de Padroni,& a quelle ancora che fono nelle Città, che a quelle dellaVilla; a queſte coſe darai tu perfettione, con la moltitudine de gli huomini,& con la abbondantia delli ſtrumenti,& piu che con altro con la induſtria,&con la diligentia del lauoratore. Gli Antichi voleuano che la famiglia del la-uoratore fuſſe di quindici perſone, per amor di coſtoro adunque biſogna ha 40uere doue riſcaldargli quando fà loro freddo, o doue riceuerli partitiſi dal lauoro per i mali temporali; accio che e vi poſſino ſtare a mangiare a ripoſarſi& a ordinare le coſe, che egli haranno di biſogno. Et perd facciauiſi vna granCucina, non buia,& ſicura da pericoli dell abbruciare, col forno, col focolarecol pozzo,& con lacquaio. Di là da la cucina vi fia vna camera doue ſtieno
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