34
MARCO VISCONTI,
fanciulla che si trovò così soletta in mezzo a tanti occhitutti rivolti addosso a lei, timida e vergognosa si levò dasedere, ed affaceiossi ad una finestra che rispondeva sullapiazza, dove le parve di respirare un po’più a suo agio,di riaversi tutta quanta; e la riconfortò pure non poco iltrovarsi tostamente a lato Ottorino, chè fra tanti scono-sciuti, quell’ amico di suo padre, quel compagno del suomorto fratello, quegli col quale ella stessa era stata ingrande dimesticità, che avea fanciullescamente amato untempo, le diventava in quel momento un appoggio, unadolce tutela. Finalmente la folla, tanto paventata dalla don-zella, si ritornò a raccogliere intorno al Tremacoldo, il qualeavea dato principio ad un’ altra canzone; ed essa sentivasvanire a poco a poco, e andare in dileguo l’erubescenza,la confusione di che tremava tutta. Se non che di manoin mano che quel primo doloroso turbamento s’acchetava,veniva sorgendo in lei un senso più sottile, e pur mole-sto , un senso d’onesta peritanza, un certo qual terroreignoto del trovarsi per la prima volta così, con un uomoche non era suo padre ; e però tratto tratto si volgeva in-dietro , e vedendo il Conte passeggiar per la sala col Gar-bagnate, gli accennava che tornasse presso di lei: maegli, che s’era ingolfato in una disputa, e aveva il capoa canoni, a papi e a decretali, le rispondeva colla manoche veniva, e non veniva mai.
Frattanto Ottorino intratteneva la donzella, con riguar-dosa e modesta famigliarità, dei giorni che avean passatiinsieme al castello di Limonta, quand’ ella era ancor bam-bina ; le rammentava i suoi trastulli, i suoi studj, e le gioje,e le piccole ire, e le amabili angoscie di quell’ età in cuitutto è un sorriso, chi si volga indietro a riguardarla poi-ché se n’ è sfuggita. Così Bice si veniva a poco a poco ras-sicurando nella compagnia del garzone ; il terrore che aveaprovato dapprima si dileguava sempre più e svaniva in unadolcezza lievemente ombrosa e fantastica. Ella si voltavaindietro più di rado a guardar se il padre tornasse, e quando.pur lo faceva, non era più con quell’affanno, con quell’ariapurbata e sbigottita di prima.