U Capitolo IJ. N 36 9dias nella gamba, e ſtando/ animale mordẽdo, mãund la radice dell herba, e non ſentono leſione, nèiſdente alcuno, ma ſolamente! impreſſione, clievun a fatta il dente Se con il ſucco di queſt herbae Sono le mani, e pigliano poi lo ſcorzone, tramorein tal modo, che non morde, nè ſi può muoue-y ma ſta come fuſſe morto. La radice di queſta her8 di buon ſapore, che tira alquanto al dolce, manMeruda come paſtinaca: gioua, come ho detto, nedeli di quegli animali, che ſi chiamano del ſuo no-Mangiata cruda, ö roſtita, ouero in conſerua gio1 os medeſimamẽte gioua il ſuo ſucco, fatto delea lie, o beuuto da per ſe, ò meſchiato con altrabe cordiale in ogni modo è contra ueleno, e nõ ſold duona per li morſi dello ſcorzone, ma contra q̃l-dal; iber ancora,& de gli ſcorpioni, e d altri ani-der uelenoſi. Tratta acqua per lambicco, e data ada c helle febbri peſtilentiali, le leua uiaʒ ouero eſſenmala qualita ſard di gran rimedio, e data in tẽ-10 e la natura tẽti il ſudore, lo prouocard meraui-0j amẽte, tal che le molte uolte laſcia l infermo ſaſto ſua radice ſi fa in cõſerua,& è di molto buõgui li mãgia con dilettatione. In oltre data acquader illata della herba, e grã rimedio per le febbri gidde per ſincopeʒe triſtezza di cuore, e malenco-dl Weta acqua ſi ſuol mettere anco in pitime corech af hoggi in ogni luogo lacqua diſtillata ꝓu bbri pericoloſe, beuendone cõtinuamente, ò puaedeſchiata con acqua cordiale. Si dd la conſerua, equa per molti giorni per curar Foppilationi delduo, e della milza, e d' altre parti intrinſeche,& èona anco per le donne, che non hanno ĩ ſuoi Nef.Aa
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