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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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Tirar una meridiana . 39

è il termine comune, il punto di riunione, e di tendenza, della pioggia,e di tutti gli altri corpi gravi*

15;. Ho sentito dei principianti dimandare , perché, se il corpo A di-scende da A in B , 1 ’ altro non discende parimenti da D in E , ed inF : non s’ erano ancora avvezzati ad. osservare , che il corpo A non di-scende verso B, se non perché è sforzato d’avvicinarsi alla terra ., quan-do il corpo E non ha niente dalla parte di F , che possa determinarlo amuoversi , niuna forza, niuna legge, niun oggetto , niuna cagione di mo-to ; non ha rapporto, se non colla terra , con essa ha la sua propensionenaturale , essa è cagione e termine del suo moto : andando da E versoD obbedisce a questa cagione ; si muove nello stesso modo, segue la stes-sa legge , che il corpo A discendendo verso B : però si può dire , chedue corpi egualmente cadono , e discendono benché vadano in senso op-posto; cadere è avvicinarsi alla terra. Si tratterà a lungo di questa leggegenerale della gravitazione nel lib. XII. art. 980.

154. Alcuni pure dimandano , come sono sospese le stelle , perché ilsole non cade sopra di noi , come i corpi terrestri , e cosa è che tienela terra nel suo luogo ? Per prevenir questa difficoltà importa molto d’avvezzarsi per tempo a quest’ idea del tutto fisica, e semplicissima ; che îcorpi non cambiano luogo senza una causa motrice : le stelle non sonosospese, e non anno bisogno d’esservi tenute , perché niente le disturba ;basta che sieno in un luogo per restarvi sempre ; un sostegno occorre ,dove v’ è disposizione a cadere , e le stelle non anno alcuna tendenzaverso la terra , perché ne sono troppo lontane.

Tirar una linea meridiana,

ijj. La definizione del meridiano, e dei paralelli ( 19. 27 ) fa vede-re , che il meridiano taglia in due parti uguali e simili gli archi diurnidei paralelli ali’ equatore. Il sole , sorto sull’ orizzonte, s’innalza per gra-di, descrivendo sensibilmente un paralello ali’equatore , arriva nel mezzo-dì al più alto punto del suo corso , e poscia discende verso ponente collamedesima velocità , per gli stessi gradi , e nell’ istesso tempo che ha im-piegato ad alzarsi sino al meridiano . Perciò il meridiano divide la dota-zione dell’apparizione del sole in due parti uguali , ed insieme marca lamaggior altezza del sole,

156. Quindi seguono due maniere di conoscere la direzione del meri-diano , e di saper il momento , in cui vi arriva il sole , o sia l’ora delmezzodì : la prima consiste in esaminare il momento , in cui il fole èpiù elevato , e cessa di ascendere , in cul le ombre dei corpi che illumi-na, sono le più brevi ; allora l’ombra d’ uno stilo eretto verticalmente ,o d’un filo a piombo , indicherà la direzione del meridiano , e segneràciò che si chiama la linea meridiana , cioè la sezione dei piani dell’ oriz-zonte e del meridiano. Questo metodo sarebbe esatto , se si potesse rico-noscere con assai dì precisione il momento della maggior altezza ; maintorno il mezzodì, e quando 1' altezza s’ accosta al suo maximum , cioè

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