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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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40 Compendio d' Astronomia . Uh. I.

alla sua maggior quantità , il progresso è cosi lento , che vi vorrebbe un’estrema precisione per ottenere qualche esattezza nell’osservazione ( è pe-rò questa 1’ ordinaria maniera che si pratica in mare ) : bisogna dunquericorrere ad un altro mezzo per disegnare una meridiana ; questo è il se-condo metodo, che vado a spiegare.

157. Questo metodo consiste nell’ osservare 1 ’ ombra del sole che leva,e rombra del sole che tramonta; queste due ombre sono egualmente lon-tane dal meridiano; perciò il mezzo di queste due ombre deve dare quel-la. del mezzodì . Sia il cerchio SMCBDA ( Fig. 15 ) che rappresentila circonferenza dell’orizzonte, S il fole che leva, C il fole che tramon-ta , P il piede d’uno stilo perpendicolare als orizzonte , PB l’ombra dellostilo quando il fole leva , P A l'ombra quando tramonta . Se dividasi 1'angolo S P C , o 1 ’ arco S C, in due parti uguali nel punto M , la lineaMPD farà la linea meridiana ; poiché il fole levando in S , e tramon-tando in C , si trova necessariamente in distanze uguali dal meridiano ,che perciò passa per M . Questo metodo non può praticarsi senza unorizzonte affatto scoperto , né io F indico qui , se non per meglio espri-mere l’oggetto che si propone , e 1’ idea sulla quale è fondato il metodogenerale di tracciare una meridiana : quindi nascerà un terzo metodo piùcomodo.

1 j8. Questo metodo, che è forza d’impiegare , ai due punti dell’oriz-zonte di cui s’è parlato, sostituisce due altri punti , che sieno egualmen-te elevati, 1’ uno avanti mezzodì , 1’ altro dopo : se in vece di segnar 1'ombra del sole quando è nell’ istesso orizzonte in S od in C , si segnauna mezz’ora dopo il levare, e poi una mezz’ ora avanti il tramontare ,si avranno due altre ombre PF , PG , più vicine al meridiano , e piùbrevi , ma sempre a distanze uguali dal meridiano ; e per aver la meri-diana PHD basterà prendere il mezzo H delle due ombre.

159. Perciò si può in generale descriver dal centro P qualunque arcocome FG; osservare il momento in cui l’ombra della mattina sarà in F',e quella della sera in G , colla punta nel medesimo arco ( poiché allorasarà certo che 1’ altezza del sole, è stata la medesima in ambi gli stati ,e per conseguenza le sue distanze dal meridiano perfettamente uguali ) ;dovendo esser le due ombre ali’ istessa distanza dal meridiano , si divideràl’intervallo, o 1 ’ arco F G , in due parti uguali ; e parimenti si troveràun punto H per cui deve passar la meridiana PHD, tirata per il piededello stilo P . Per maggior precisione si può descrivere molti cerchi con-centrici , di cui ciascuno in particolare darà un punto della meridiana, etutti questi punti presi insieme determineranno ancora più esattamente lalinea intiera che si cerca . Questo metodo è soggetto ad alcuni secondid’errore fuori dei solstizj , perché il sole non resta esattamente per tuttala giornata nell’istesso paralello . Si avrà riguardo a questa piccola disu-guaglianza nel libro seguente ( ;r>6 ) ; ciò è inutile per 1’ uso ordina-rio.

160. Finalmente in vece dello stilo , che io suppongo eretto in P , sipuò adoprare un istrumento assai semplice e comodo : questo è una pla-ca P