lift STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANAsingolare somiglianza , la notassero, e volessero dare la glori»dell’invenzione al loro compatriotta : ciò fece tra gli altri ilDonimi nelle Rivoluzioni di Italia. Un ulliciale francese glirispose nel 1770 con una lettera stampata nel giornale di Bouil-Jon (1), nella quale trattò ingiuriosamente il Marchi , ed inci-vilmente il Denina, dicendo per fino ch’egli non avea letto nèil Marchi nè il Vauban : questo, per verità , era possibile , manon se ne potea perciò trarre alcuna conseguenza nè in favoredel Vauban , ne del Marchi. Gran tempo innanzi alcuni inge-gneri francesi avevano impugnata la penna contro 1’ ingegnereitaliano , e parecchi scritti erano venuti in luce nell’Italia in suadifesa. Il più ragionevole di cotali autori (2) conchiude col direche , malgrado la somiglianza delle due opere, non dee perciòdirsi il Vauban copista e plagiario del Marchi ; ma solo, ch’eglilece suo prò dei lumi e delle invenzioni dello scrittore italiano ,a cui sarebbe perciò conveniente che gli scrittori francesi ren-dessero più giustizia , che comunemente non fanno. LI saggioed imparziale Tira boschi , a cui la rarità dell’opera impedì dipoter procacciarsene una copia , conchiude alla sua volta inquesta sentenza ( 3 ): Si mostri non con ingiurie, nè con parolema col confronto delle figure e col raziocinio , che i difensoridel Marchiasi sono ingannati , che nulla di somigliante hanno idetti disegni con quei del Vauban , cd allora ci sarà forza l’ar-renderci e il darci vinti.
Le due opere del Belici e del Marchi furono solamentepubblicate alla line del secolo: ma ne erano venute prima inluce molte altre, le quali fanno fede , che le guerre in Italia avevano svegliata in questa parte della scienza una viva emu-lazione , e se ne possono vedere i titoli in tutte le bibliografieitaliane. ( 4 ). H Tiraboschi nel terminarne il lunghissimo cata-