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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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Preso U libertà di fare stampare anche la vostra Lettera statequale me Pacete mandata , e solo ho taciuto il vostro nome ,Perché non vaveste a piccare di questa mia franca nsolustone-,Molto piti y che le vostre ricerche mi hanno fatto dubitare ài nonessermi io saputo bene spiegare pois avanti . Voi attribuirete -r-dunque alla nostra reciproca amicizia il mio ardire , dandoviancfj io tutta la facoltà di praticare il medesimo con me , quan-do vi capitasse a forte una simile congiuntura .

Voi 'vorreste adunque sapere , perché , se V acqua marma colafrequentemente nel ventre della Montagna , frequentemente an-tera non fi sollevi in aria la cenere ; e se quando sono occorsecopiose esaltazioni di cenere , allora fi sta versata maggiorquantità dacqua sopra del fuoco j e se ciò è avvenuto , in chemaniera possa ciò essere avvenuto ,

Aneli io ho pensato più volte a questo Fenomeno , e misono prefisso nels animo , che non possa succedere la faccenda ,Je non in quesìa maniera .

In tre maniere , credo io , che l acqua del mare possa co -lare , e penetrare nella Moni agna , e confondersi , e mescolarsicol fuoco . La prima e quando l acqua del mare colale a stillicìdj , e a pi cco } e fontanelle entra nel ventre del Monte . Laseconda quando a guisa ài fonti , e dondate giunge sulla ma-teria combustibile. La terga , quando a guisa di fiumi ^torren-ti strabocca , e precipita su quella gran fornace di fuoco .

Quando il mare sta m calmala stille , e a piccole fonta-nelle , credi io ì che entri î'acqua nel Vesuvio. Perché non essen-do le onde agitate , e tutta / immensità delle acque essendo in* riposo 5 od in quiete , non vanno con impeto le onde a ricerca-ci e a nascondersi nei canali , e viscere della terra , e in con-J e Ritenga non penetra per esse se non quella poca di acqua manna ,c he premuta dalla gravità dell] aria è necessitata , ed è spìntaad entrare per que' canaletti più corti he al voto della Mon-tagna hanno communio azione. Questa non leva la cenere^ ina-r j , a , ma colle materie stche ardono fi un isce ; e unita sa , chefi nudriscano , e fi mantengano , e con essa s impastino ; e seavviene ( come avvenir suole in ogni materia ignita , la quale con-sumata , eh' eli'è , o più , o meno fi risolve in cenere) che inc enere aneti essa fi risolva, , in alto però non fi solleva , ma^ fisa dentro al Cratere sovra del fuoco , aspettando d essereuna maggior sorga elevata . .

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