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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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pietra collacciaro escono subito baila medesima faville di fuoco;e veggiamo altresì, che gettata dell acqua, anche quando nonsia piena di sali, e di nitri, come è appunto lacqua del mare,sopra la calcina, subito questa s accende , ed esala . Or questoappunto dobbiamo credere, che accada nel Vesuvio. Già quella,gran Caverna è piena di metalli, di zolfi, di sali, di bitumi, iquali continuamente vanno colando nella medesima , e che nel-1 inestinguibile fuoco si fondono , e si Iiquetanno . Che tuttequeste materie liquefatte siano piene , e mescolate di metalli ,chiaramente apparisce dalle medesime pietre eruttate , che pela-no ali estremo , che sono di colore di piombo , e di stagno, edi marche(ìta,e che di più, tutti questi metalli vi si scorgonoscrivi scrivi impastati con que'sastì. Anzi il peso loro è gran-de , e smisurato , che vi è stato sino chi ha creduto , che visiano mescolati i due più preziosi metalli, lOro, e 1 Argento:perché non possono concepire, che il vetro, e la pietra abbianouna gravità valida , e poderosa . Ho detto il vetro, e lapietra, perché messa da Chimici questa materia nel fornello perfarne la separazione alla fine altro che vetro,e terra nonne ri-cavano ; tanto si sono incalcinati per i continui bollori, ed incen-di di quella gran fornace i metalli , e confusi insieme , e me-scolati , che si pietrificano tutte le materie, e sincalcinano, esolo lo zolfo , ed i sali si mantengono, perché molte di questaeruttate pietre di zolfo , e di sali sono coperte . Bollendo dun-que , e fondendosi nel monte tanti bitumi, zolfi, nitri, metalli,e altri corpi pieni di fuoco, e non solo atti ad accendersi, m®effettivamente accesi , e soffiando in quella gran caverna i ventitanto dalla cima, che dalla parte dei mare penetrativi; colandocontinuamente le acque del mare , che co loro sali non soh?mantengono, ma nudriscono il fuoco; non è maraviglia, che nfaccia quel grand incendio che veggiamo , per cui cedono ! eistesse pietre,e si liquefanno,e si vetrificano,perché anche ne!^fornaci a lungo andare le terre più forti, e consistenti in vetr°si struggono , come ho notato più volte , e le stesse pietre ltltanti pastelli cadono liquefatte, come ho ultimamente osserva^alle fornaci di sua Maestà in Portici-, che essendo stata incan^data di Lava una di quelle fornaci , perché si credeva questipietra più consistente delle altre ; ed io era di questa opinion e ie mi era anzi avanzato a dirlo ; ho poi osservato , che adfuoco maggiore non ha potuto reggere, e si è liquefatta, ed

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