( CXLII )
ab imo ad summum fasligium dimensione : in infimo vero sicignis exaefluat , & in tantum dejcendit ea vacuitas profundita -tem , ut fi quis forse fummo ipso in culmine montis conjtiterihprocumbensque , st modo id aufit , oculos deofrum intenâat , bauliquaquam ei exorta , ex igne fiamma compareat .
Questa gran materia adunque in questa gran profondità ,il di cui strato è tutto pregno di vene , e di metalli , semprebolle, e gorgoglia : e perché in detto strato gorgogliano fre-quentemente moltissimi minerali,anziché gli zolfi,e i nitri stessisono minerali , quindi è che anche il fuoco è minerale : e taleessendo, è più difficile a finire, e a consumarsi, facendosi semprenuove generazioni di materie , e di fuochi , e concorrendovi ilfuoco da tutte le parti per nudrirle, pascolarle, ed accrescerle-Di qui è a mio credere, che se non manca una volta questo pa-scolo , e non si seccano , ed esauriscono queste miniere , e senon si impediscono le comunicazioni , che questi fuochi hannocon altri fuochi sotterranei, sarà sempre per tramandare il Ve-suvio innumerabile quantità di fuoco, e di fiamme . Impercioc-ché continuamente lì aumentano , e si nodrilcono le medesimein quella gran fucina : Sicché ciò considerando il Poeta Filoso-fo , chiamò Accrescimenti, o siano Escrescenze l’eruzioni, che HVesuvio è solito fare, in quelle parole (a).
Qualis apud Cumas locus est montemque VefevumOppleti calidis ubi fumant fomibus autlus .
E Silto Italico di questi fuochi per tanti,e tanti secoli aC'cresciuti, e fomentati (b) disse
Evomuit pafios per faecula Vesbius ignes. ,
Non sarebbe dunque maraviglia , che essendo minerali qt> efuochi, i quali nel ventre della Montagna stanno agitati, edcesi , fossero anche le^ accensioni del Vesuvio diuturne , e no 11mai interrotte , perché le materie o difficilmente , o nonciterebbero mai , ed ancorché ne eruttassero frequentemente *frequentemente se ne genererebbero delle nuove . E in fatti ^che si è aperta questa caverna, e i sotterranei fuochi hanno t {Cyvato questo sgorgo,manifestamente si vede,che se ne genera^in maggior abbondanza di quello, che il Vesuvio erutta : perch*non ostante, che l’eruzione finisca,i fuochi stanno tuttavia ^
cessi
(a) Lucretius Rer. Natural, lib. 6,
(b) Ad Marcel, lib. alt.