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Sicché essendo di questa medesima opinione li Filosofo Gio-van Cammillo Maffei nella sua Scala Naturale ; quando descrive,che la Montagna ha degli spiragli , da’ quali esala un così granfresco , che messivi dentro de’ vini, e de’ frutti divengono poipiù della stessa neve agghiacciati , come ci fece osservare il Si-gnor Goti ; così ci lasciò scritto : Ho pur visto io questo inPoxjuolo , dove da una di simili voragini, o vallin uscì tantacenere , che spenta dal vento per sessanta miglia attorno .davaa credere a tutti , che miracolosamente dal Cielo mandata pio -
vesse
Conte vi è tornato due altre volte , come si vede dalla sua lettera indirizzata alSignor Canonico Pandolfini nobile Pisano suo Zio in data de’ 6 . Aprile dell’ anno1751. registrata a pag. LVIII. della nostra storia del Vesuvio , e dall’ altra letteradel medesimo indirizzata al Signor Tenente Ciarpaglini in data de’ 6 . Novembre1751. che pure si legge a pag. LXII. di detto libro. Il Signor Conte Citanti adumque ad un Quesito, che si fa 1’ Autore del Discorso Astronomico , che è il Quesitoquinto: Se nel Vesuvio vista caverna tale , che i luoghi circonvicini portino pericolad'essere assorbiti-, così postilla in margine.
Riflessioni sopra il Quesito .
Io ho veduto il fuoco senza fumo alcuno starsene fermo come una pasta : e de-duco , che questa pasta accesa da tanti secoli si mantiene da se stessa sovente p e *calore ormai passato in natura. Va questa continuazione comunicando il fuoco asi 6vene di zolfo &c. e di quà , e di là ne riceve quel piccolo alimento , che basta *non farla raffreddare. Questo continuo rodere, che fa il fuoco comunicato alle ve' 1 ®dei bitumi, deve formare delle medesime tanti cunicoli . Se le vene fossero cunic^L'sarebbero angusti : ma nella Montagna della Zolfatara dalla parte dei Cappuccini *'osserva, che tutto il monte è un computo di zolfo,e poca terra. Tali verisimilmefl'te faranno nelle viscere della terra sotto il Vesuvio le miniere dello zolfo ; e se s**sono congettuirsi quali cavità si siano formate, e si formino . Due sono presentimente’ le Montagne. Si vuole, che fossero una sola, e realmente si vede, che l’alt^era una parte del Vesuvio , conservando tuttavia dalla parte del Vesuvio la sigus 3d’un semicerchio , cioè la metà della figura dell’ antica bocca. Come può essersidotta 1’ antica supposta figura unica , alla presente duplice, o vogliam dire sorcu t9 ,Caverne fatte sotto dal fuoco, e ripiene dal terremoto col terreno, che le occult*^La vita umana è troppo breve per far le osservazioni, che sono necessarie sopra le n îl Frazioni d’un corpo di questa fatta. Gii Scrittori rarissimi, e per lo più , anzi f° rtutti hanno scritto, o senza esservi stati dentro, o paghi d’esservi stati una sol vo* fConviene adunque andare avanti colle congetture, e dire. Quando il Vesuviofuma, il fuoco non rode , o rode pochissimo , ma quanto basti a conservare a ccS t ,per via di continuo la pasta suddetta. Quando fuma molto, rode molto, e fa P*ciò a proporzione le caverne. Sono anni , ed anni , che quasi giornalmente f' 3 ?’e fuma assai. Quali caverne adunque dovranno esservi ? E se queste caverne vi '°,jio si concede, che possano, e debbano esservi ; chi si può persuadere , che siano 11 g ?sole viscere del Monte , e non ancora nelle vicinanze delle radici del medesi 1 ”^Le Isole vicine al continente si pretende, che una volta abbiano formato una 1’® ,del conimene stesso, c ne siano state divise da qualche terremoto. Ne vediamo ^quasi alle falde del Vesuvio, qual’ è Capri . Chi ci dice, che il Vesuvio ste jsia stata la cagione della di lei divisione dal continente ? Ma se è luogo a t ’ u )di ciò ( omettendo 1’ istesso pensiero riguardo Procida , Ischia come più >'
si può dubitare ancora,che prima o poi subissar debba qualche parte delle C 3gne, o del Littorale, Io che Iddio non permetta giammai.