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( CXLV )
^Jss. Ed alcun altra volta senza aprire , e frangere moltaterra , ma facendosi solamente alcuni buchi , esce tanto sred-*9 > che appetta vi fi puh tener la mano . E ciò fi vede , e fiJente mani fedamente presso Otta; ano nella falda del Vesuvio.
tal comodità per rinfrescare il vino fu sconosciuta , o pocofitmata dal Maramaldo , Segretario del Gusto .
E finalmente poi a nostro proposito concisiude così : Chestella detta parte stano miniere sulfuree , e caldissimi vapori, sene Vede ogni dì chiara esperienza in molti luoghi , e masfima-tnente nella region di Napoli , e di Pozguolo , dove oltre , chefi vedono cocentisfimi bagni , e fi sente grandissimo puggo di"Kplso , ogni tanti anni fi rompe la terra, esannofe maravigliose'voragini , e sci sur e . Di modo che , ho sempre io detto , siccome°J a anche dico , che que ’ luoghi di qui a poco saranno disfattifuoco , poiché continuamente vi brucia sotto : Quantunquela voragine , che fu cagione della morte di Plinio Veronese , eOsella ancora , che a tempi miei ho visto in Pozpzuolo , loro siaPata di mn piccolo giovamento , conciofiacosache sfogando ina ' maniera il fuoco , ha perduta gran parte della furia . „ Maguardisi pure Napoli, che tal disgrazia non avvenga nel luogo,y> ov e e p a q ec j e . perché siccome altre fiate la natura ha giuocato» coti la fortuna, con cenere, e pietre^ così (non avvenga però" piai) convertendosi di tanti ambiziosi il fumo in fumo, si farebbe" ^ giuoco con intieri palazzi, e pomposiffìmi Signori.
Inteso adunque, come si accendano queste materie , e pert p c . a gtone, accese che elle sono, durino tanto tempo ad esal-r ' 1 , senza por fine mai , è ora necessario il vedere in quantea nier e siano, o da quella gran gola state eruttate, o per qual-f e Apertura, che si sia fatta al di fuori della Montagna, sianoinsite. In tre maniere principalmente,e per la più comune ha£ e eluvio mandato fuori le sue materie. In Cenere, in Pietruz-t j o sia no Lapilli, ed in Lava. E primieramente lasciando stare la’ e ^ fumo , che continuamente esala , e innalzasi da^ ella g ran gola ; ora in se raccolto, ed unito, e in aria a guisa dìe o di Cilindro elevandosi ; ed ora affai baffo, e sparpagliato,aj* guisa di nembo, o di disciolta nuvola ; faremo prima d’ognira posa menzione della Cenere.
t 0 Siccome ogni materia, che arde, sprigionato, e consuma-ta' c he sia il fuoco si riduce alla fine in cenere ; così essendocontinuo, ed un orribil fuoco quello del Vesuvio, e arden-
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