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„ cîno un sì maraviglioso spettacolo - Comandò dunque, che si„ ponesse ali’ordine la Liburnica; e fece sapere a Plinio suo Ni-„ potè,se aveva desideriod’andar seco. Rispose egli di voler pià„ tosto studiare ; e in fatti gli aveva dato il suo Zio , un non„ so che da fare. Essendo preparata la Liburnica se n’ usciva di„ Casa, e in questo mentre ricevette lettere di que’ di Resina (a).
Co-
sa) Parrà a taluno, che si sia data diversa lezione a dire Codicillo!- Retinite , ea cominciare poi il periodo da’ Clajsiarii ; lasciando quella lezione, che dice RetiniteClajsiarii come erronea, ed inconcludente. Ciò fi è fatto, perché tutti gli Eruditiconsentono, che questo pasto sia corrotto , ed in fatti molti danno al medesimodiversa lezione. Io credo, che quando si può conciliare il sentimento dell’Autoresenza mutar niente di parole , ma solamente con un sol punto, che forse da qual-che Amanuense, o dali’Autore medesimo per isbaglio, ed inavvertenza, o per trop-ea paura , o troppa fretta in cambio di metterlo dopo a Retinite sarà stato postoavanti ; quando tutto il rimanente torna a maraviglia , e cammina, come noi di-chiarilo , centum pedibus , che questa sia la vera maniera da tenersi nel rimettere asegno i passi corrotti d’un qualche Scrittore . Pertanto in questa forma io 1’hovoluta interpetrare per non incorrere in tanti, e tanti errori, in cui fono inciam-pati tanti altri, insino a metter Resina sotto Miseno. E perché non hanno potutodistrugger quella, che sta sotto il Vesuvio , si sono avanzati adire, che ci sono state dueResine, una sotto il Miseno, e l’altra sotto il Vesuvio, e questo appunto ultima-mente ci voleva dare ad intendere il Novellista Fiorentino. Ma contra di lui par-lano chiaro le parole di Plinio, che ne seguono dopo : nam vilia e» fubjacebat , cioèslava sotto il Vesuvio ■ e quel che è più, nec erat nifi navibus fuga ; se non sipoteva fuggire se non in nave, perché la Lava, che scorreva giù dal Vesuvio iupiù bande alla volta del mare, aveva serrato la strada , e quei meschini, cheerano a Resina non potevano più fuggirsene per terra : ne viene , che Resina nonera sotto al Miseno, ma sotto al Vesuvio. Al cofitrario fé la Resina foste statasotto il Miseno non v’era bisogno d’andare a soccorrere colle navi quella gente;perché tutti se ne potevano, e se ne andavano effettivamente via per terra ; o incocchio ; e Plinio il Giovane, che era a Miseno se n’ andò via per terra con suamadre, e non adoprò nessuna nave . Eppure non gli potevano mancar legni, n®marinari. Ma già in due Lettere,che io mandai fuori, una intitolata Lettera pri-ma , e 1’altra Lettera seconda, scritta da Napoli ad un Amico di Firenze, e eh®ultimamente le ho viste ristampate nelle Simbolo del Chiarissimo Signor Proposi?Anton Francesco Goti, ho fatto vedere al Novellista quanto strana, e ridicola sol'se q nella sua capricciosa opinione, onde ammutolito se ne stette per dieci mesipensando a queste due sue Resine, per vedere se poteva riportar addietro quella diMiseno, e rimetterla al suo luogo sotto al Vesuvio , dove in verità ella stacasa : e diede-in ismanie contra l’Autore delle due Lettere, saltando suor di cor?»e delle due Resine non ne dicendo più una parola . Ma siccome io non voglio t»'spendere al medesimo in fogli volanti, perché questi si perdono : ed egli scrive 1 ''do ne’ suoi Volusiani Annali , questi rimangono sempre , e pare a chi non sa al'tro , ed a chi non è informato dello stato della questione, dalla maniera sprezza 11 '
Jubet Liburnicam aptari : mihi fi venire una vellem facit copiam . R efpondi ,me malie , & sorte ipse quod feriberem dederat. Egrediebatur domo , accepit codiaitoRetimi . Clajsiarii ifmnittetite pericuh exterriti ( nam vilia ea fubjacebat , f‘ ec j‘