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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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3, punto mi alzavo,con animo di svegliarla se per avventura dor~» miva. Ci mettemmo a sedere nella Corte della Casa, che divi-so deva il mare dalle altre case con poco tratto . Non so se deb-35 ba chiamarla costanza, o imprudenza : io non avevo più che35 ventidue anni. Chiedo, che mi sia dato Tito Livio, e come35 se io non avessi altro, che fare ; mi metto a leggerlo ; e ci so55 anche delle annotazioni, come già avevo incominciato a fare.55 Quando eccoti un Amico di mio Zio, che di poco era venu-35 to a trovarlo da Spagna. Quando vedde a sedere me, e mia55 madre, e che di più io leggevo, si pose a riprendere la di lei55 sofferenza, e la mia animosità. Senza dargli retta però io fe-55 gustavo a leggere. Era già un' ora di giorno : e tuttavia sem-55 brava, che non fosse ancora , e non si vedeva per anche55 lume. Già urtandosi insieme le case, che eran din torno, quan-55 tunque in luogo aperto, come se fosse stretto , facevano co-55 noscere esser quello un vero , ed orribile terremoto . Final-55 mente ci parve bene duscir di casa : ci venne dietro tutta lal-55 tra gente sbalordita ; e perché in un estrema paura ognuno si55 fa quasi prudente, si approva laltrui risoluzione, come mi-55 gliore della propria, e con gran folla ognuno urta, e spigne55 coloro, che vanno avanti. Usciti di casa noi ci fermammo,e55 osservammo molti prodigi con nostro gran raccapriccio : imper-55 ciocche le carrette, che avevamo ordinato, che venissero con55 noi, quantunque fossero in una perfetta pianura barcollavano55 in quà, e in, e quantunque noi le appuntellassimo con de'

55 saffi 5 pure non volevano star ferme. In oltre pareva, che il55 mare si ritirasse , e dalla terra, che tremava sembrava , che55 fosse rigettato in dietro. E certamente dava fuori di sopra al

A a li-

(is ,ni invicem , fi quiesceret excitaturus. Resedimui in area domai , quae mare a te-sin /' ,0 ^ ,c< 5 spatio dividebat . Dubito constanti ora votare, an imprudentiam debeam .lei ebam enim duodevigefimum annum . Roseo Librum Tifi Livii , & quasi per ociumHip ' etiam ut coeperam excerpo. Ecce amicai avunculi , qui nuper ad eum ex

ji, t l an ìa venerai, ut me, & matrem sedentei, me vero etiam legentem videt, ìlliusbor ^ tl ]. a,n , Jecuritatem meam corripit : nibilo fegniui ego intentar in librum . Jamten t -f' e prima, & adhuc dubiui , & quasi languida! diei, jam qaajfatii circum ja-lt, t ' fi? teSlis quamquam in aperto loco , angusto tamen , certus & magnai ruinae mo-forè i ufi demani excedere oppido visum : sequitur vulgus attonitum , quodque in pa-Pr eni -ile prudentiae est alienum confidiam suo praefert , ingentique agmine abeunteiPatini ^ impelin. Egressi teda confisiimui, multa ibi miranda : multas formidinei

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-Tv ar ' """* vehicula quae produci jusferamui , quanquam in pianissimo campo ,htit p 1 P arteS agebantur , ac ne lapidibui quidem salta in eodem vestigio quiesce-ret tre a mare in se resorberi, & tremore terrae quasi repelli videbatur . Certe

prò-