Buch 
Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
Seite
CXC
JPEG-Download
 

( CLXXXX )

altre fiate gettava insino al Cielo, con gran furia, pietre .E combattuto dai venti chiusi nelle viscere del monte ( chefacevano forza d' uscire da que cavernosi luoghi ) sentivan!!tanti strepitosi tuoni, ed orrendi stridori, e spaventevoli mu-giti, ehera cola molto spaventosa. Vedevan!! eziandio cosìdi notte, come di giorno, quei grossi vapori uscire dal det-to buco in forma di giganti, i quali si affrettavano di discor-rere in quà, ed in per la pianura, ed alcuni altri per limonti, ed alquanti per le vicine Città, e poi subitamente sa-lire aliaria,e per quella scorrere, secondo che da venti era- no portati, e spinti. Doppo queste cose, incontinente segui- gran siccità , con ispaventevoli terremoti : per i quali inpiù luoghi , estendo coperta la terra, scaturirono assai acquein quelle pianure, con tanta furia, che salirono insino amon-ti, sentendosi nello scaturire da quelle sotterranee caverne or-ribili suoni, simili agli strepitosi tuoni dell aria . Ed ancheudendosi voci, siccome mugiti di buoi. Laonde da ogni can-to si sentivano cose spaventose, siccome il fremito del mare,il rimbombo de tuoni dell aria, con grandissimi fragori limilialle rovine de monti. Dietro a questi orrendi strepiti, e stri-da, erano cacciate gran pietre fuori dal detto buco insino ali'aria, con molto strepito, le quali seguitava il fuoco con tan-to fumo, che si oscurò laria, essendo nascosto il Sole, sic-come totalmente spento fosse. Onde incontinente parve,cheIgiorno diventasse notte, e la luce tenebra. E per tanto ognuno vedendo tali, e tante orrende cose, spaventato, credevaesser risuscitati i giganti, apparendo leffigie di quegli nello-scuro fumo , ed eziandio udendo lo strepitoso suono delletrombe. Erano alcuni, che credevano esser rivoltata ogni co-sa in confusione, e che1 mondo dovesse essere abbruciato daldetto fuoco . Laonde, alquanti lasciando le loro abitazioni,pensando desser sicuri, passavano ai larghi luoghi , ed altriabitavano nella larga campagna . E quei, che si ritrovavanonelle navi in mare, affrettavan!! di discendere in terra , equelli, eherano in terra parimente facevano ogni lor forzadi salir nelle navi, ciascuno dessi riputando esser loro mag-gior sicurezza . Vedevan!! anche altri, che parevano divenu-ti sciocchi, e come pazzi, smarriti,rimanendo immobili co-me statue . Doppo il fuoco furono gettate dal detto bucotante ceneri,con tanto impeto da quei sotterranei venti,eh?

v*

55

33

33

33

33

33

33

4 .

3

33

33

53

33

33

^3

33

33

33

33

33

33

33

33

33

si