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» si riempì tutta l’aria, la terra, e ’l mare ; ed ove cascavano,,3, guastavano, ed uccidevano gli uomini, gli animali, gli ucel-33 li , insino a i pesci del mare . Abbruciò il detto fuoco due33 Città quivi vicine, cioè l’Erculanio , ed i Pompei, essendo33 ragunati amendue i popoli delle dette Città nel Teatro. Fu-33 ron portate delle antedette ceneri dalla furia de' venti insino33 nell’Africa, nella Siria, e nell’Egitto,ed eziandio a Roma.33 Rimase alquanti giorni talmente oscurato il Sole per le det-33 te ceneri, siccome aveste totalmente perduto la sua chiaristì-33 ma luce . E perciò erano divenuti gli uomini tanto spaven-33 tati, non sapendo la cagione, che molti dubitavano, che fos-33 se tramutato il mondo, cioè che quel che era di sopra fosse33 rimasto di sotto, e così fosse rimasto il Soie sotto terra, con33 quella parte , eh'era di sopra prima . Egli è ben vero, che33 le dette ceneri non fecero tanto male a’ paesi remoti, come33 a quelli, eh’erano vicini. Così scrive Dione. E poi foggiu-gne immediatamente l’Alberti. ,, Laonde volendo Plinio cu-33 riosamente veder questa cosa, e piti che non doleva, ed in-33 vestigare sottilmente tanto quanto è narrato di sopra , passò33 insino alla Torre di Ottavo, e quivi fu soffocato con Sai e to33 Basso dalPincendio, come narra ièriosamente Plinio Giuniore,
33 scrivendo a Tacito, ove descrive parte delle cose sopraddette33 di Dione . Lo che è confermato dal Petrarca nel Trionfodella Fama, quando dice,
Mentre io mirava ; subito ebbi scortoQuel Plinio Veronese suo vicino ,
A scriver molto , a morir poco accorto .
. . Biondo Flavio dopo d’aver notato che in Emulano ( daUl tenuta esser la Torre del Greco) moriste Plinio , in quelleParole : Et quidem ea omnis ora ubtcumque fax a etiam tn Ut -to s*s supexciUo terrae supereminent incendii vejîigia ojìenditt lv. e ° certa , ut nihìl praeter fiammam , sumumque desit : qua*• a passim nunc etiam ardere advena subspicetur : fuitque idendium , de qua Suetonius in Tifi Vespasiani vita sic àicit:jFaedam sub co fortuita , ac tristi a accìderunt , ut conflagrario Ecsemi montìs in Campania . Eusebio (a) : Mons Vesuviusu Ptus in vertice tantum ex se jecit incendii , ut regiones vi-
ei-
In ejus Chrtmico sub Titoi anno 8sa»