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II dì 2. uscirono dalla bocca varie ceneri minutissime, c0si alzarono in alcuni luoghi della Città fino a un dito . T° rsl -a tutti lo sbigottimento, e.la paura: e i Padri Cappuccini t uttscalzi fecero una processione, andando ali’Arcivescovado, ^ oVtrovarono le porte serrate ; e postisi inginocchioni avanti a de* 1porte, fecero una disciplina a sangue.
Il dì 3. non ci fu novità alcuna.
Il dì 4. sgorgò sopra Portici inverso la marina un fiumic e / adi ceneri liquefatte , viscose , e fumanti, e andò a prendere fvia del mare . Sicché a quei meschini, eh’ erano rimasti sai/!'tornò più che mai la paura, e alcuni se ne partirono sbigottì 1 '
Il dì 7. Si sparse voce , che il susseguente Martedì gi° r ^14. si doveva subissare Napoli con tutti i Paesi circonvicini, ^doveva ciò seguir di notte, e raccontavano per dar credito/questa voce le pisi ingegnose novelle, e visioni del Mondo - ^visse pertanto in tutto quel tempo con grandissimo terrore,cerche durante tutti questi giorni la bocca non esalasse se st°Jpoco fumo . Venuto questo Martedì, tutti andarono a rifugi^!,nelle Chiese, per aver nel medesimo tempo in esse la morte, e dsepolcro. Ma non seguì cosa alcuna. Anzi quantunque fosse * l !principio la serata un poco scura, la notte fu poi serena,elata ; molta gente anche era uscita di Napoli , ed era andaialtrove . La qual cosa veggendo il Signor Viceré il dì 16. ^riaprire i Tribunali . Anche il Signor Cardinale il sussegue 0dì 17. ordinò, che nessuno facesse più processioni né di gi° rl1 ^né di notte senza sua espressa licenza. Incominciarono adung/jtutti a ritornare, ali’ esercizio delle loro arti, e professioni.fino al dì 27. di Febbrajo non ci fu nella cima della montas 0se non esalazione di fumo, ora maggiore, ora minore . M?.questo giorno però essendo caduta moltissima pioggia dal Ci eincominciò a correre un fiume di calda cenere. Siccome,qua°lsi butta 1’ acqua sulla calcina , finché non è bene spenta , j efumica , e bolle ' così avveniva appunto di queste ceneri ■>quali poi s’impastarono insieme così tenacemente, che civa il piccone , e la vanga per romperle , e sfarinarle . U d LjFebbrajo caddero nella notte smisurate piogge , e vennero v 0lampi, fulmini, e tuoni, e nel medesimo tempo, due oremezza notte, si sentirono due scosse di terremoti. Del rima slepoi la montagna ha gettato sempre fumo , ed è rimasta ^,bassa 3 e la buca più larga , e la campagna è tutta deso^