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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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botta, e di poi successe uno spaventevolissimo terremoto; dopomezzora ne ritoccò un altro, e dopo altra mezzora si fece sen-tire il terzo . Ma aliore dieci fece il Vesuvio uno scoppio cosìterribile, che mai ne fu sentito il maggiore , licchè crollò tuttoil terreno, e scoile poi altre volte fino a mezzo giorno : e quin-di fermossi lo strepito, e il continuo tonare.

Lunedì 9. non fu cosa alcuna fino alla notte : in cui si sen-tirono i soliti scoppi , e scuotimenti di terra , e di quando inquando menava il Vesuvio dalla sua gola globi di fiamme, e dicenere, e il mare muggì orrendamente.

Martedì io. crebbero più , che mai gli scoppi, i tremuoti,e i mugiti del mare, di sorte, che cadevano dalle pareti i quadri,e le finestre. Queste botte replicavano cinque, o sei volte fora, ealcuna volta più. A ventanora incominciò il Vesuvio ad erutta-re alcuni globi di cenere bianca , come di pietre incalcinate , edisfatte . La notte venne dalla parte del mare tant acqua , cherinfrescò tutta la terra, e le piante, che ci erano rimaste, e duròfino al far del giorno.

Mercoledì 11. crebbe il pino più in aria, la cenere era piùbianca , e il fumo più copioso di jeri. A ore 13. si tornò a sen-tire degli scoppi ; ma però più tenui , e più sommessi.

Giovedì andò tutto in declinazione ; solo che la bocca delVesuvio non cessò di esalar fiamma, che in tutto durò prestò,chetrenta giorni . Pretendono che questa eruttazione fosse accompa-gnata da medesimi accidenti , che occorsero in quella delMDCLXXXI. con questa sola differenza, che quella fu più,equesta meno dannosa, e strepitosa . Del resto tutti i frutti , ?tutti gli alberi furono sterili per due anni, e la Campagna tvmale molto deformata .

Ai 14. di Luglio di questo medesimo anno ad ore 22.sentì una terribile scosta , e si vide sulla bocca elevarsi in si 3tratto il solito Pino , che durò un quarto d ora . Il fumo i e 'gustò ad esalare un giorno, e mezzo : ma il 15. si sentì. 3,ore 22. un altra botta , che portò su dalla gola una gran l u "mata svaporando poi di quando in quando il Vesuvio. ,

Stette così il Vesuvio fino al primo di Luglio del MDCQ *

quando in quel fece una terribilissima botta , e menò in arl ^

un globo smisurato di cenere e pietre , e le liquide la ve l

aprirono il varco dalla parte di Levante : Sicché in un pun^

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udirono mugiti, si videro fiamme inalzarsi , e con elle il

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