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botta, e di poi successe uno spaventevolissimo terremoto; dopomezz’ora ne ritoccò un altro, e dopo altra mezz’ora si fece sen-tire il terzo . Ma ali’ore dieci fece il Vesuvio uno scoppio cosìterribile, che mai ne fu sentito il maggiore , licchè crollò tuttoil terreno, e scoile poi altre volte fino a mezzo giorno : e quin-di fermossi lo strepito, e il continuo tonare.
Lunedì 9. non fu cosa alcuna fino alla notte : in cui si sen-tirono i soliti scoppi , e scuotimenti di terra , e di quando inquando menava il Vesuvio dalla sua gola globi di fiamme, e dicenere, e il mare muggì orrendamente.
Martedì io. crebbero più , che mai gli scoppi, i tremuoti,e i mugiti del mare, di sorte, che cadevano dalle pareti i quadri,e le finestre. Queste botte replicavano cinque, o sei volte fora, ealcuna volta più. A ventan’ora incominciò il Vesuvio ad erutta-re alcuni globi di cenere bianca , come di pietre incalcinate , edisfatte . La notte venne dalla parte del mare tant’ acqua , cherinfrescò tutta la terra, e le piante, che ci erano rimaste, e duròfino al far del giorno.
Mercoledì 11. crebbe il pino più in aria, la cenere era piùbianca , e il fumo più copioso di jeri. A ore 13. si tornò a sen-tire degli scoppi ; ma però più tenui , e più sommessi.
Giovedì andò tutto in declinazione ; solo che la bocca delVesuvio non cessò di esalar fiamma, che in tutto durò prestò,chetrenta giorni . Pretendono che questa eruttazione fosse accompa-gnata da’ medesimi accidenti , che occorsero in quella delMDCLXXXI. con questa sola differenza, che quella fu più,equesta meno dannosa, e strepitosa . Del resto tutti i frutti , ?tutti gli alberi furono sterili per due anni, e la Campagna tvmale molto deformata .
Ai 14. di Luglio di questo medesimo anno ad ore 22.sentì una terribile scosta , e si vide sulla bocca elevarsi in si 3tratto il solito Pino , che durò un quarto d’ ora . Il fumo i e 'gustò ad esalare un giorno, e mezzo : ma il dì 15. si sentì. 3,ore 22. un’ altra botta , che portò su dalla gola una gran l u "mata svaporando poi di quando in quando il Vesuvio. ,
Stette così il Vesuvio fino al dì primo di Luglio del MDCQ *
quando in quel dì fece una terribilissima botta , e menò in arl ^
un globo smisurato di cenere e pietre , e le liquide la ve l
aprirono il varco dalla parte di Levante : Sicché in un pun^
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udirono mugiti, si videro fiamme inalzarsi , e con elle il
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