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dalle tre buche , e il fragor de’ fulmini , e lo strisciar deliesaette , e lo scuoter della terra , e il mugire del mare, e dellavoragine crebbe senza misura. A mezza notte incominciò a sce-mare , restando solamente le fiamme, le quali con cenere, e eoapietre,e saette s’inalzavano poco più fu dell’orlo del Cratere,durando così giorni 22. cioè fino al dì 18. di questo mese :avendo fatto nella Costa meridionale più paura, che danno ; poi-ché a risèrva delle acque salate , che uscirono da principio , eche danneggiarono le viti, null’ altro di male ne sentì la Cam-pagna da questa parte. Ma nella parte Australe, e inverso Os-tavano dove caddero pietre e lapilli perdettero non solo la rac-colta ; ma per tre anni continui, gli alberi non produssero al-cun frutto . Bensì seguirono nel mese di Ottobre tali diluvjd’acqua, che atterrarono, e fecero un infinito danno a tutta laCampagna, Terra di Lavoro, Benevento , ed altri paesi.
Nell’anno MDCCVIII. a 14. d’ Agosto a ore 9. il Ve-suvio fece una gran botta , e immantinente mandò fuori unGlobo di Cenere, continuando ad eruttarla per un quarto d’o-ra senza verun danno. Ma nel MDCCXII. ai 5. di Febbraiogettò interrottamente varj palloni di Cenere continuando finoal dì 25. cioè per venti giorni. La mattina però de’21. Mar-re incominciò la montagna a levare più fiamma del solito , ecosì continuò fino a 26. Aprile , che allora la Lava rovesciòdalla Bocca, e venne a calare inverso il Fojso Bianco sovra lea hre Lave già corse, lentamente ; impietrendosi, e ammontan-dosi sulle medesime, e continuando questo suo movimento perotto giorni . Poi cessò, e la Fornace sempre fece gran fumo.
A 12. dì Maggio il Vesuvio si accese più, e sboccò il sc-oto Torrente di Lava , che venne dalla parte meridionale aRadere in faccia del Territorio di Carmine Russo della Torredel Greco; e quivi si fermò.
Ai 17. del medesimo mele scese un altro Torrente di La-Va a lato dell’ altro , facendo il medesimo cammino , e dopo^entiquattr’ore pervenne, ed entrò nel Territorio del suddetto», e in quelli di Niccola Ballano , e Domenico Panarel-0 , e ne occupò da cinque moggia . Durò questa eruttazione110 al mese di Giugno senza fare altro danno.
A dì io. Giugno a ore due di notte si sentì un gran Ter-J^toto; e a mezza notte il Vesuvio incominciò a mugire, con-fando a strepitare in tal, guisa per giorni venti senza menar
Ff 2 fuoco,
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