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la*di dire, Era tra Napoli , e Pompei ; ma dovete venire piaal particolare, e al preciso. Adunque io la discorrerei così: Er-odano era distante da Napoli undici miglia , come ci assicurala Tavola Itineraria Peutingeriana(a); Resina,dove si fanno gliscavi, e si fono scoperte tante rovine,è lontana da Napoli cin-que miglia; adunque in questo luogo non vi può estere Eroda-no . Questo è un argomento in forma , e che non ci si rispon-derà giammai. So che voi risponderete, che Ì2.Tavola Itinera-ria è stata corretta dal Cluverio , e ridotta la distanza dellaTorre del Greco, dove credeva essere stato Erodano, da Na-poli, a sole sei miglia. Ma pure, anche così,gli scavi non si fa-Jebbono a Erodano, perché si sanno cinque migliarella sole lon-tano da Napoli. Di più tutti gli Scrittori Napoletani dicono,che la Torre del Greco è distante da Napoli otto miglia , eNon iei; e inoltre si sa, che Erodano era una piccola Citta-della di poca estensione parvis moenibus , come dice Sijenna ,°nde Strabene io chiama un Forte , (ppov'ptov ; Dionisio Alitar-Vajseo 'KOKiypw , Cittaduccia ; e però non poteva arrivare nèAnche un miglio più quà . Inoltre è insussistente la correzionedel Cluverio , perché fatta lui falso supposto, che Erodano fos-se, ove è la Torre del Greco: mentre non vi è autorità son-data di Scrittore, che ciò provi; anzi essendovi più d'apparen-za, c he sia la Torre della Nutrii afa , come vuole Pandolfo Col-aticcio , Scrittore assiti bravo delle cose di Napoli ; Flavio
Bion -
(a) A proposito della Tavola Veutingeriana , ecco quello , clie scrive un dotto ,îâ erudito Accademico Etrusco sino dal di 20. Luglio delPanno 1750. poco dopo,c ” e io diedi alla luce la mia seconda Lettera.
Ho letto con gran piacere la Lettera seconda stampata cosi in risposa alle irnper-f, ’ îf nxe del Novellista . Io vi prego a rallegrimene colP autore, &c. Potrete poi dirgli■j, e Pargomento della Tavola Peutingeriana non vale nulla, penhè l’ Autore di detta( “Vola è tanto posteriore alP Eruzione del Vesuvio, che a suo tempo sene sapeva quan-tdejso, ove fisse flato Ercolano. In oltre, che la detta Tavola per asserzione del Si-'p 01 ' Barone Stosch fu ritrovata in Augusta , e su fatta comprare dal medesimo Sì-l or Barone nelP anno 1717. al Principe Eugenio, e bisogna sapere, che è stata ma-s'Uente copiata nella stampa, che andrebbe rifatta tale . quale elP è. In secondo luogoP ro P r ) s 0n0 fistiti d’inchiostro nero; ma le Linee , ed i numeri, che seguanoleij tn ,Xe sono d' inchiostro rosso, e fino soggetti a grandissimi equivoci per essere salta-
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Vllt in molti luoghi quel color rosso , che era di minio , e gomma , e molto meno
tir ace ^ c °t° r ttero , che fi è incorporato nella cartapecora , e per conseguenza ha pa-pàr Vn P oco 1 onde è stato facile che alP occhio del trascrivente il numero VI. gli sa’tto xi. Potrete far vedere questa notìzia ancora a Monftgnor &c.
^a. tutto questo adunque si può vedere, che bella fede si ha da dare a questa1 Peutingeriana , massime dopo le scoperte, che si sono fatte , e che tuttavian "o facendo da S. M. Siciliana .
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