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si nomina un Seviro Augustale Liberto „ Ma proseguiamo collavostra lettera : E dalli Epuloni. . . VlvEpulon. ( Ibid. pag.6$.82.) Il Collegio degli Epuloni sì, era un Collegio de’primariecospicui, come osserva ancora il lodato Norìs Difs.IL Cap.E.mznon ripugna, che uno d’un Villaggio, potesse essere Epulone inuna Città; e poi nel patrio Villaggio ereggersegli la memoria,come in simil fatto giudiziosamente osserva il Signor MarcheseMa sei nella sua Lettera. Fraise Inscrizioni trovate nel pretesoErcolano, molte vi sono, che si sa di certo appartenere a perso-ne, che non erano di quel luogo, e si possono vedere apprestò ilvostro Amico alla pag. 81. e Jeqq. e nella predetta Lettera delSignor Marchese Maffei. Impertanto questa Inscrizione non pro-va, che a Ercolano vi fossero gli Epuloni; siccome queir altraper la stessa ragione non prova, che vi fossero gli Augusta!! (a).
E oltre di ciò un superbissimo Teatro decorato di varissimeStatue ( Se le statue si dicono rarissime, perché sieno d’artifizioeccellente , la cosa non sussiste ; perché persone peritissime di que-ste materie mi assicurano, estere per lo più Statue di lavoro me-diocre, eccettuato quella equestre attribuita a M.Nonio Balbo(b),che non è però sì superba, come si spaccia, e me l’ha conferma-to il Signor Domenico Bracci (e), che in questi giorni è ritornatodi Napoli, e Roma ) e molte Inscrizioni , le quali sanno cono-scere un popolo degno di considerazione ( Se le Inscrizioni sonoquelle, che riporta il Signor Marchese Maffei , e il vostro Ami-co, non mi pare per lo più, che contengano, fuori de’nudi n°'
(a) Vedete come da vecchio Antiquario decide sopra gli Augustali, e sopra %,
Epuloni, e lor Collegi ; cose , che richiedono tanto lludio , e che cederanno st' 1 'pie dubbie. Ma basta,eh’ei decida; bisogna subito credergli. E sapete voiilP 6che? Perché e’ i’ha detto il Novellista Fiorentino. (0
(b) La Statua equestre attribuita a M. Nonio Bulbo è superbissima; e chi hadiversamente al Novellista, non se n’ intende niente adatto; oltre di che le Sta*^equestri fono presentemente due, e queste di finissimo lavoro; e il dire, e Ufare, che in una Villa (come pretenderebbe il Novellista ) vi fossero due St*equestri, quando appena si troveranno in Roma; non è egli uno sproposito
«aie, e veramente da pigliarsi colie molle?
(c) Il Novellista ha citato un gran pe7.zo. Altrove dando giudizio di que" 0
di
o\°'.
gnov Domenico Bracci, dice, che fa la professione d’ Orefice, e che è uno u* „giro della moda d’oggigiorno, che vuole anch’esso parlare d'ogni cosa . Per c /" ,e , soii Signor Bracci ,ha in questa congiuntura grattato il corpo alia cicala; cioè f . r ,a modo del Novellista ;_ ei lo porta per Testo nel suo Discorso. Poteva pero t ,jnarsi meglio da Uomini più dotti, e più illuminati; che gli avrebbero ■ fa
t0 il contrario. Perché quanti ne ho conosciuti io, tutti son rimasi sop rattattvedete si belle , e sì preziose reliquie di .antichità >