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Waraviglie , che si fanno a pag. 143. dal Tom.I. delle Simbo -/<?, perché nel Teatro ora scoperto, non si trovino ossa di mor-ti ; imperciocché , anche , che per impossibile quivi fosse statoErcolano , la narrazione del Teatro fatta da Diane riguardatompei , e non Ercolano • ed è così ancora superfluo il ripie-che vorrebbe prendere, ma senza fondamento, 1 ’ Amico aPag. 88. E qui voglio , se mi riesce , togliere ancora un altroinganno . Il vostro Amico dice a pag. z8. che da Diane si di-ne , essere stata dalla prima eruzione del Vesuvio rovinata laCittà di Ercolano ; e 1 ’ aveva già ancora accennato a pag. 29.Voi vedete qui , che Diane non dice una tal cosa ; ma solo,c he fu ricoperta dali’ eruzione del Vesuvio . Il Signor Gori nel"Pomo I. delle Simbole a pag. 18. vuole , essere stata questa di-sgrazia sotto Tito: Maximam Urbìum cladem & everftonem ;e dipoi soggiunge : Haec fuit ultima Haerculanenfis Urbis cla-des & ruina maxima ex Veswvii empitone . Eppure io pensosfolto altrimenti . Primieramente dice Dìone , che queste dueCittà furono ricoperte dal vomito del Vesuvio; ma non dice ,c he fossero rovinate, e destrutte. Le ceneri sparse si abbassaro-no condensandosi o per pioggia , o per altro , e dopo qualchetempo le abitazioni rimasero scoperte , benché sconquassate, eafflitte ; e qualche parte del popolo si salvò , o per mare, o ina ltra maniera, come è accaduto nel!'altre eruzioni del Vesuvio,e spezialmente in quella del 1631. che arrivò a seppellire insi-d° gli alberi, sicché più non si vedevano. Le stragi più vicinenoi ci danno regola per ben giudicare delle più lontane. Glits ati del suolo sotterra intorno al Vesuvio,fanno assai vedere,pe T eruzioni di quel monte hanno fatti gli strati i più alti diPestii sedici, i più basti di palmi due, come si riconosce dallaspione riportata dal vostro Amico a pag. 53. Adunque sedicipimi di strato potea seppellire una Città? Non potea fare al-t r °iche alzare alquanto il terreno. Rimasero dunque sotto Ti-0 Ercolano, e Pompei,dopo Teruzione,come rimasero laTor-p del Greco, e della Nonziata,e gli altri Villaggi vicini,do-le $ Ue ll a del 1Ò31. Ma non si ravvisavano quasi più per quel-r - di prima, così erano devastate, e con sì poca frequenza de'° r nati abitatori. E per vero dire la Tavola ItinerariaAugu-
stana
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-à, fa vedere, che non ha inteso bene questo passo ,• sicché alla fine confesse-stuella non era carne pe’suoi denti*