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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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fossero tutte talmente distrutte a suo tempo, che nel loro mise-ro italo in qualche maniera non esistessero ' così Ovidio , ben-ché Atene esisteste , perche era decaduta molto dallo stato diprima, dille: *

- - Magnae quid sunt , nifi nomen Athenne ?

Estendo pertanto omai di poco conto Pompei, e Ercoiano, nonè gran cosa , che Tolomeo nella sua Geografia non ne facessemenzione, tanto più, che è solito tralasciare in essa talvolta an-cora le Città ragguardevoli. Così mi sembra , che facilmentesi concilino questi, ed altri Scrittori antichi, i quali su questopunto pajono contrariarsi ; ed è più agevole il comprendere, co-me Tlnscrizion di Munagio Concepiano riportata dal vostro Au-tore a pag. 28 . spetti agli Ercolanesi , e loro Colonia , e Re-gione , la quale il medesimo stima estere de secoli molto piùbassi dellImpero di T/>o,e assai posteriore alieruzione del Ve-suvio; e così la credo ancora io (a). Ma ritornando a favellare delTeatro, che ora scoperto dicesi , io vi posso assicurare, che ilSig. Antonio Asjfiew , Inglese intendentissimo d antichità , dicui potrete prendere informazione da queste mie Novelle a col Iidi. ha affermato, che quello non è un Teatro, ma un Ansi;teatro; e che la simmetria, e le misure Architettoniche da sinosservate, non convengono al Teatro, ma bensì aliAnfiteatro-So che voi, ed altri mi opporranno , che 1 Inscrizioni trovaiIo dichiarano un Teatro , di cui foste un certo Numifio Archptetto. Ma avvertite , che quanti hanno riferite queste Inscri-zioni , tutti le hanno riferite diversamente , onde è che il Si#*Marchese Maffei non le ha volute anche riportare , ed i 0fin a ora,in tanta varietà di relazioni,non credo a nessuna (b)

Di.

(a) Da tutta questa lunga, e stucchevole diceria , e ammasso di contradiz.i° n yOve si vede ora estinta, ora risorta la Città dErcoiano, già il Lettore compteNda se , che nulla se ne ricava : si osservano congerie di luoghi di Scrittori uno en-trano ali'altro, e'I Novellista non li sa conciliare, ed altro non fa , che aggtalare parole. I dotti Napoletani però gli conciliano bene,e fanno far dire a

lo stesso, perché fono informati a maraviglia della situazione deluoghi , ed inteo°gli Scrittori Greci ; Ma per recare le loro spiegazioni, e fatiche vi vuole altronoterelle,e piccole critiche. Si nota però la franchezza del Novellista, il quale ^ ,do lontano, e non confrontando, e standosene solo alle autorità, che trova cita ^decide subito, e da Maestro tutto risolve. A noi basta dire, che tutto quel \ C r p ftdice e falso ; e si sarà a tempo opportuno vedere l'uniformità degli Scrittorila perdita d Ercoiano, Pompei, e Stabia. Archi'

(b) Come il Novellista non crede alle Iscrizioni, non accade altro. Nehl a J

trave oice THEATRLM a lettere di Scatola. Si vede chegli ha posto l e .P a ' e fl£>muro negando tutto; e che la sua disgrazia iha strascinato a discorrete "i 4benedetto Ercoiano per farsi minchionare fin ehei campa.