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nere tanto a’Romani,quanto a’popoli della Campagna. Io cre-do per tanto, che Ercoiano, e Pompei fossero finite di abban-donare più secoli dopo ali’eruzione del Vesuvio sotto Tifo (a),spaventandosi sempre più gli abitatori per le reiterate eruzioni,come si può vedere appresso Marcellino Conte nel Cronico, eE astio doro Lib. V. Epist. 50. e così perissero finalmente affatto.
E’ vero , che Marcale nel Libro IV. Epigr. 33. parlandode’contorni del Vesuvio canta:
C unti a jacent fiammis , & tristi mersa favilla.
^a qui discorre del gran male fatto nelle maggiori vicinanze,^ discorre spezialmente di Ercoiano, perché con quel verso :
Hic locus Herculeo nomine clarus erat ynon vuol dir altro , che que’ contorni erano illustri per le me-morie d’ Ercole . Stailo poi nelle Selve , con quel suo Infraprbes populofque premi , riguarda alla gran quantità de’ mortilri questa occasione, e V essere in gran parte restate sepolte al-cune Città, e Terre, e Villaggi, ma con espressione Poetica,!? 0 n escludendo , che dipoi fossero in qualche parte ristabilite .£ per vero dire scrive Suetonio in Tifo , che 1 ' Imperatore ri-*Wrò le Città guaste, e afflitte da quella eruzione del Vesti-lo, onde ancora Ercoiano, e Pompei furono,per quanto pare,sfiorate , e il Tillemont è dello stellò sentimento . Curatoresfflituendae Campanile e Confularium numero forte duxit •b °fia opprefforum in Vefevo , quorum heredes non exstabant ,flit ut ioni adftMarum Civìtatum attribuit . E queste sono co-e accordate ancora dal vostro Amico a pag. 88. Dopo tali be-Jefizj di Tifo sembra a lui messa l’Inscrizione ; e a Dominin ,* u messa sotto Domi-giano , poiché ivi si dice Domitiani Caefa-- E’ vero ancora , che Marco Aurelio nel Libro IV. dellaVita scrive , che Pompei, e Ercoiano erano Città morte :
Se irò oKm , IV outos otb, 'irffv^taiirjv ' E'AÙtv, noi Tiou-■ 17101 , noi tîpdnkxvov , noi dìkoj. aLvacp&pttrrot . Quante poi Città7 f te Je , p er così dire , fon morte ? Elicere Pompei , e Ercoiano ,altre innum erabili . Ma qui 1 ’ Imperadore sembra significareScosto il cat tivo stato, in cui si erano ridotte alcune Città,^ stuale erano più tosto cadaveri di Città,che altro;non che
fos-
di ® >0 credo un altra cosa ; cioè che quelli di Ercoiano si chiamassero poi^ r *ndess a ’ P er< -hè s costandosi un poco dalla Città mezza rovinata a quel Sobborgo»aneli ' essi il nome degli abitatori di quella terra.