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dazione , di spiegazione . Questo è un negozio di settantadueper uno , che vuol egli di più ? Dovrebbe star cheto, e con-tentarsene . Non si creda d’estere il padrone degli spropositi -e che se taluno ne fa a caso uno, sabbia a chiamare a deci-ma , e che egli poi posta scialare , e farne quanti ne vuole ?Se egli vuol fare s Economo, e il Maestro di casa mettendo ilprezzo a’Libri,e volendo,che il Libro tale non si venda tantocaro ; e noi faremo il Maestro di Casa , e s Economo a lui,che da qui avanti non sia degli spropositi tanto scialone, e chene faccia più ammiccino , se no gli daremo il Curatore , e lometteremo sotto ai pupilli. Però,se io ho scambiato al Teatrodals Anfiteatro, non ho però mancato di provare il mio assunto,quale era, che gli antichi erano soliti di fabbricare i loro Tea-tri fuori della Città, per dar luogo anche ai vicini, che venis-sero a godere i loro spettacoli ; e che in conseguenza non erasuor di proposito , che il Teatro d’Ercolano fosse ali’ entraturadella Città, non essendo necessario, che fosse nel mezzo - e cheanzi poteva essere , che dove ora è il Teatro fosse s ingressod’Ercolano, e che questo si stendesse fino alla punta della Torredel Greco, che sarebbe d'estensione un miglio scarso: posciachèil Teatro di Firenze, o fosse alla piazza de’Peruzzi, o alla Cro-ce al Trebbio sempre era fuori della Città ; e così anche nelmio errore, ecco che qualche cosa di buono vi si trova, e vin-co il Novellista,anche quando io dico degli spropositi. E’ poibella la sua riflessione , o per meglio dire la sua solenne fred-dura, che io diminuisco la grandezza di Firenze per ingrandi-re con quelle rovine la mia Resina, ed attaccarla con Ercola-no : quasiché egli sappia quanto era grande Firenze Romana ,e ci siano antichi Scrittori che ne parlino ; quando quello chesi dice, sono tutte congetture , e probabilità : non essendo senon de’baffi secoli quello, che di Firenze viene scritto : men-tre i primi a. darne conto sono Ricordano Malaspina , e Gio-vanni Villani , i quali quanto sono esatti Storici nello scriverele cose de’suoi tempi,tanto sono incerti', e favolosi nello scri-vere le antiche. Ma quando anche io abbia diminuito la gran-dezza di Firenze, non avevo bisogno di venir tanto lontano aprendere i materiali ricavati- da quelle rovine.- perché e’ basta-va, che io andassi a Miseno a prendere i materiali, co’quali ANovellista aveva fabbricato Retina per comodo de’ Clafiìarissperché questa Retina è andata giù affatto , e si è spiantata A'