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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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no ai fondamenti, e di questi materiali non sappiamo ora chece ne fare.

E poi finalmente curiosa la pretensione , che egli ha, che

10 abbia a conoscere il Sig. Domenico Bràcci , perchegli è miocompatriotto : quando sono sette anni, che manco di Firenze,che era allora una Città', che faceva intorno a ottantamilapersone, delle quali non era poco,se io ne conoscevo un otta-vo. In fatti egli, che è Santacrocese, diremo noi, che conoscatutti i Navicellai, Bestemmiatori, e Gente Malvagia del suo pae-se ? Non sarà poco, se ne conoscerà un terzo : eppure ci vo-gliono trenta Santecroci per fare un Firenze . Fa poi il No-vellista un belionore a questo suo Sig. Domenico Bracci , chelha preso per Bussola di questa sua navigazione, e lha addot-to per fede, e per testimonio del suo allumo, dicendo che gliaveva asserito nellessere stato a Napoli, e nel?aver veduto leantichità di Portici, che queste non erano gran cosa : e poi di-ce che è stimabile affai, benché di suo messere sia Orefice , 'enon abbia studiato molto , e che affuso moderno discorra fran-camente di tutte le cose . Sicché dunque il Novellista decidemagistralmente di cose importantissime, e che richiedono tantostudio, e tante ostérvazioni , sulla fede d'uno che non ha stu-diato molto, e che assisto moderno discorre francamente di tan-te cose; quando tanti Uomini dotti, e bravissimi dicono tutto

11 contrario ? Ora la mi torna . Non maraviglia dunque se ilNovellista dice tante minchiorìerie ! Non maraviglia sei nonLa quel else si dica, e se piglia granchi come Balene!

Finalmente termina il Novellista con una sincera confessionedicendo, che dice anchesso degli spropositi : ma vuole, che se nededuca,che questo è suo vantaggio, perché alle volte bisogna,c he se ne stia alialtrui relazione. Se così è, non diremo più,c he gli spropositi, che a milioni fi leggono nelle Novelle Let-terarie , siano spropositi suoi , ma de' suoi corrispondenti :Perché e si sa , e si vede benissimo , che egli non legge maigessin libro, ma se ne sta alla relazione di questi, e di queì-1 - Per questo, quando anche tutto il Mondo approvi un Li--F°î se il suo corrispondente gli scrive altrimenti, e gli dice ,vF e è mal commesso, e che fa pietà a leggerlo: egli senza essa-^ ar altro, lo sentenzia, e lo giustizia ; e se a caso poi il cen-urato si risente, e gli fa vedere quanto egli è baggiano, e ca-blatore, o egli dice che colui non merita risposta : o che mo-