( CCCXLIX )
sotto l’Atrio, fino al principio de’ territori dì Michèle , ed aitri di Vitiello Lepore , è di larghezza palmi zoo. e d’ altezzapalmi cento in circa. Ne’territori del suddetto Michele si è al-largata palmi 1200. e si è alzata palmi 200. continuando lamedesima altezza , e larghezza per un miglio di cammino , efino a i territori di Cesare , ed altri Vitelli . E’ ben vero, chein certi luoghi dove vi erano de’Valloni, quivi si è alzata mol-to più, e passa d’altezza i dugento palmi. Quivi fi è dirama-ta in più , e diversi bracci così camminando per un miglio fi-tto al territorio di D. Domenico Buonmcontri , venendo largaàca a mille palmi , e altrettanto anche alta , sicché parevaProprio una Montagna. Per un altro miglio, cioè sino ali’ ul-timo termine nella Malfarla del Baran Massa ha portato di lar-ghezza ottocento palmi, e d’altezza sessanta , dove poco più,0 poco meno, e nel luogo dove si è fermata tiene, come si edetto di larghezza palmi mille, e d’altezza palmi venticinque*Valloni,e Losco d’Ottajano si è allargatale ammontata as-* ai stimo : Sicché se si avesse ad ammucchiare tutta la Lava usci-ta in que ss Eruzione, sarebbe per mio avviso due altre Monta-gne del Vesuvio.
Ancorché io mi sia ingegnato di descrivere in più manie-fe la Lama ■ pure io giudico essere impossìbile a concepirne laVe m idea, se ocularmente ella non si vegga. Di questo senti-mento sono tutti quanti coloro , i quali su di ciò ho interro-ptp; perché veramente è impercettibile la materia, che il Ve-^ v io vomita in queste sue Eruzioni. Quindi è,che cessano legravigli e , né pajono più iperboliche l’espressioni, che si sen-° n o , ora in Lucrerò , allorché dice ( a )
_ Extruditque stmul mirando ponaere sana „
° ra in Claudiano quando canta (b).
Quae scopulos tormenta rotent , quac tanta CavernaS~ Vts glomeretì
in Virgilio (c)
Interdum scopulos , a-vulsaque viscera montîsErigit , eruhìans ; liquefaUaque Jaxasub aurasCum gemitu glomerat , sundoque enaejìuat imo *
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