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E dicono molto bene * perché in verità in tutte l’Erutta-zioni, che fa il Vesuvio,e che ta l’Etna,e che fanno gli altripiù samoli Vulcani, vi si trova miraoilmente espresso, ciocchéquesti gran Poeti, e Filosofi hanno prodigiosamente nelle lorocarte lignificato. E di vero,se quel,che abbiamo veduto noi,e quei grand’Uomini, lo aveste visto anche Favorino , non ave-rebbe scioccamente censurato quelle parole : Saxa , & fcopuloseruttabat aggiungendo : Hoc neque a Finiam scriptum , nec un-quam fando auditum , & onaium , quae monjha dicuntur , mon-JlruoflJsimum effe. Ma Favorino non avea letto a mio credereAristotele (a) il quale favellando del Monte Etna , e dell' IsoleEolie aveva prima de' mentovati Poeti detto Eruttan? ignitosfcopulos , e Strabene pure deli’ Etna parlando (b) Nunc ignitosemittit rivos , nunc ardentes exhalat lapides . Ma quand’ancheFavorino favelle letto, si vede bene, che non l’aveva compre-so, ed in questo ha mostrato aneti' egli d’estere uno di coloro,j quali,quando non intendono una colà,li buttano alla negati-va , e per via di sofismi ingegnosi, e di artificiale parole "cer-cano d’imposturare il Mondo, e d’ingannare gli sciocchi, e ibalordi , facendo loro vedere il bianco per nero , e facendocomparire la menzogna per verità. Nella maniera adunque nonsolo,con cui eruttò la Lava si riconobbero molti di questi Fe-nomeni , ma nel corso ancora si osservò la varia qualità dellamedesima. Imperciocché ora di vomitati scogli,ora di liquefattifasti, ora di sbocconcellate pomici , ora di arenose pietruzze sivide composta , fino a scorgersi, come minute paglie sopra dilei sparse per ogni dove ' tale appunto, come 1’ osservò Caffo-doro (c) allorché disse. Qjis credat tam ìngentes glebas , ufqusin plana deduttas de tam pvofundis meatibus ebullifefpi'rifu quodam afflante , mont'tsore confputas , quasi leves pale* 1 *fluisse projettas ? Sicché non dee stimarsi iperbole, se talora si legg enel mio D.ario,che alcune volte era la Lava a guisa dismisura ,to macigno, o di immenso scoglio ; ora a guisa d’ una malfadi pietrosa pasta, che figurava cordami, e ancore rotte, e tavofafracassate; e se ora prendeva una figura, ora un altra: perch»realmente, e veracemente nel lungo corso della medesima si s otl °
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(a) De td'jinìo .
(b) L.6.
(e) Liò. svariar, ep'tstol. $o.