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2?. portarmi dentro al Cratere per fare le mie solite osserva-zioni. Andatovi adunque, la prima cosa, che io feci, misuraidal solito luogo 1’ altezza , e la trovai solamente di piedi 91.La Piattaforma era tutta ricoperta di materie nere tramischiatedi verdastro, e sparse a guisa di plichi, e di fardelli un sopra1 altro, formando però in tutta la sua estensione un colpo d’oc-chio quasi livellato : benché considerabilmente sprofondato dallaparte settentrionale : e tale sfondato io lo stimai , come una.decima parte del tutto ; ed in profondo da venti in venticinquepiedi. Nel labbro Orientale di questo sfondato restava porzioned' una Piramide alta 20. piedi in circa : la quale di continuospezzandoli appoco appoco cascava giù nel suo sfondato . AOlezzo giorno di questa Piramide, e proprio nella falda resta-va uno spazio coperto di zolfo, e vicino alla dritta uno di que*fumaroli alto circa 8. in 9. piedi (però molto indebolito) e giàinchinato per cascare nello sfondato ■ alla di cui scarpa orien-te si vedeva una gran Caverna , che pareva prolungarsi ori-entalmente sempre inverso storiente. Dal centro dello sfonda^.to , e proprio al di sotto dell’appoggio del rimanente della Pi-ra mide esalavano in abbondanza , e di continuo copiosi nuvoli,e densi turbini di fumo fiancacelo, senza però altro romore ,c ne quel che cagionavano le particelle, che crollavano dalla Pòinsiste. Vicino a questa Piramide dalla parte tra settentrionee Ovante da una voragine infiammata principiava un sostò lun-8 °î che si stendeva da settentrione, e mezzo giorno,e giunge-, a da questa punta sino alle pareti esteriori del Vesuvio,e daistîta punta era distaccato,lasciando qualche porzione di terrenok° n aperto. Il fosso nella sua lunghezza,aveva da sette,o otto^che , che mandavano continui nuvoli , e turbini di fumo ,j-d intanto intanto delle fiamme, che strisciavano in lungo , ev - m pre acute, e molto vive. Le pareti tutte interne del Vesu-*° si erano scommosse, e avevano molto patito .- anche erano^pate, e avevano ceduto, singolarmente inverso la bocca dell’d er ri ° del Cavallo; di maniera che vi b tutta la ragione di cre-p e e ». e di non difsicultare, che quella era la Lava, che corsa^osso, aveva, camminando sotto terra,trovata stufetta^stUnto all’Atrio dei Cavallo, d’onde realmente ella sgorgava.dal] a Venne coglia di salire lui labbro del Cratere del Vesuvioin c | r Parte dove aveva rotto la Lava. Erano due ore di notteirca quando vi salii. Era sì grande il lume,che faceva quel
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